Tavecchio: «Introdurre i playoff e i playout, solo 18 squadre in campionato»

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Carlo Tavecchio, presidente della Federcalcio e ora commissario straordinario della Lega Serie A parla della situazione del calcio: “spezzatino” necessario per le TV, necessità di spettacolo con play-off e play-out in una Serie A a 18 squadre

Pensare che arriverà un giorno in cui, interrogando le nuove generazioni sul calcio, nessuno penserà più a quelle domeniche interamente dedicate alle partite di pallone. Tutte le gare, al pomeriggio, ad eccezione di qualche anticipo. Adesso (e a maggior ragione in futuro) sarà sempre più un campionato “spezzatino”, figlio delle esigenze televisive e del fuso orario. Bisogna stare al passo coi tempi e rimpiangere i bei tempi andati è una cosa un po’ da “anziani” ma la bellezza di sentire gli annunci dai campi paralleli con i gol realizzati è un qualcosa che ci mancherà sempre. Carlo Tavecchio, da parte sua, sembra proiettato con ottimismo al futuro, un futuro che sembra prevedere solo tre partite la domenica pomeriggio: «Il calendario è tutto in funzione dei diritti televisivi e dei fusi orari del mondo. Bisognerà cercare di compendiare le due cose con un risultato accettabile. Ho visto che in Spagna sono già tre le partite della domenica pomeriggio: è un problema di fuso, di vendita di diritti, di mantenimento dei costi stellari delle grandi organizzazioni». Ai microfoni di Radio Rai 1 il presidente della Federcalcio e ora commissario straordinario della Lega Serie A non si risparmia e torna sulla necessità di arrivare ad un campionato a 18 squadre: «Vorrei introdurre i play-off e i play-out in Serie A: bisogna studiare delle nuove forme, qualche correttivo per evitare queste situazioni. Son molto contento della Var, è dall’ottobre del 2014 che chiedevo a Blatter l’introduzione della tecnologia, sono lieto che entrerà in funzione nel prossimo campionato: Italia e Germania sono le due nazioni che avranno questo privilegio, sono sempre stato aperto alle novità e sono convinto che la VAR avrà una buona riuscita».