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I timori di Giampaolo: mancano rinforzi e competitività

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Mister Giampaolo lancia l’allarme: il ritiro estivo è quasi terminato e dal mercato non giungono rinforzi, manca competitività all’interno della rosa

Inutile nascondere che la Sampdoria, in questa sessione di calciomercato, abbia ceduto alcuni dei suoi pezzi più pregiati: le partenze di Mian Skriniar, Bruno Fernandes, Luis Muriel e Patrik Schick – in attesa di capire come si evolverà la situazione legata a quest’ultimo – rappresentano indubbiamente perdite pesanti per un allenatore come Marco Giampaolo, che basa il proprio lavoro sul quotidiano affinamento dei meccanismi della squadra e che, spesso, sceglie i propri alfieri con cura: si pensi alla formazione-tipo dello scorso anno, le sorprese erano sempre poche. Non sarà dunque facile rimpiazzare i giocatori persi, anche e soprattutto perché le cifre del calciomercato continuano ad aumentare, basti vedere i numeri legati ad operazioni per un difensore centrale come Colley, Ferrari e ancor prima Meré, tutte intorno ai 10 milioni. In questo momento, però, inizia a palesarsi, per gli uomini mercato blucerchiati, l’urgenza di portare a termine alcune trattative e di poter consegnare a mister Giampaolo del materiale su cui poter lavorare: il ritiro estivo, infatti, sta ormai volgendo verso la fine, e le possibilità di inserire i nuovi in tempi stretti sono sempre di meno.

Ne è ben consapevole lo stesso allenatore blucerchiato, che più di una volta ha fatto riferimenti diretti alla necessità di chiudere alcune trattative per poter aumentare il tasso tecnico della rosa a propria disposizione. Una delle priorità del mister svizzero, infatti, è di poter contare su almeno due giocatori per ruolo, un fatto che aumenta la competitività all’interno della rosa: gerarchie troppo definite, in sostanza, portano a una necrotizzazione della competizione fra compagni e della voglia di emergere. La consapevolezza di avere un “rivale” nel proprio ruolo, invece, porta a mantenere alto il livello di guardia e, di conseguenza, ad impegnarsi costantemente. Un problema, quello della mancanza di alternative, che si fa sentire soprattutto in difesa, un reparto molto delicato, che vive sull’affiatamento e sulla coordinazione dei quattro interpreti che la compongono. L’arrivo di un difensore a fine ritiro, come ha spesso evidenziato Giampaolo, non aiuterà la squadra ad oliare correttamente i meccanismi, perché il nuovo centrale non sarà mai pronto per l’inizio del campionato, dovendo imparare tutti i movimenti e in generale il modus operandi del pacchetto arretrato.

Ecco perché il mister non ha nascosto la sua preoccupazione dinnanzi a quello che, per un motivo – economico – o per l’altro – preferenze del giocatore per un altro club – si sta configurando come un immobilismo sul mercato, un fatto che, se si protrarrà ancora, si pagherà a livello di poca organizzazione sul campo. D’altro canto, va sottolineato anche quanto l’allenatore abbia fiducia in quella che ormai si potrebbe chiamare la “vecchia guardia”, giocatori su cui sa di poter far affidamento per tutta la stagione, come accaduto per quella precedente con calciatori del calibro di Matias Silvestre e Fabio Quagliarella, “soldati” sui quali poter fare certamente affidamento per ogni evenienza. Il tecnico doriano ha dimostrato di essere un allenatore di campo, abituato a lavorare in silenzio senza avanzare pretese di alcun tipo, capace di trarre il meglio dalle rose a propria disposizione, una qualità certamente importante per un mister. Fare affidamento solo su questo, però, può essere pericoloso: ecco perché è importante che la società venga incontro al proprio allenatore, provando a regalargli i rinforzi di cui ha bisogno e dando ascolto alle sue richieste che, per ora, sono rimaste per la gran parte inesaudite.

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