Toninho Cerezo: «Mantovani era un artista. Sono ancora legato alla Samp»

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Uno dei centrocampisti più completi che abbia vestito la maglia blucerchiata è certamente Toninho Cerezo, alla Samp dal 1986 al 1992. Sei anni importanti, conditi da 166 presenze con 16 goal e culminati con lo scudetto del ’91.

 

Approfittando della sua presenza in Italia per celebrare l’Hall of Fame della Roma, l’ex-centrocampista ha parlato al Corriere Dello Sport della sua esperienza italiana, fatta di grandi delusioni come lo scudetto e la Coppa dei Campioni sfiorati con i giallorossi, e di grandi gioie, appunto il tricolore con la Samp. Le strade di Cerezo e della Samp, però, come ammette lo stesso brasiliano, non avrebbero dovuto incrociarsi: «Dovevo andare al Milan. Avevo firmato già un contratto di due anni, avrei guadagnato molto di più, ma l’accordo sarebbe stato nullo se non avessi giocato il Mondiale ’86. Fui scartato all’ultimo momento dal ct Santana. Mantovani, come Viola, era un artista del commercio e costruì la squadra con i giovani italiani, integrandola con qualche calciatore esperto: come me e Briegel».

Inutile dire che dopo aver vissuto un’esperienza come quella in maglia blucerchiata, Cerezo abbia conservato un rapporto speciale con la squadra e con la città: «Alla Samp resto molto legato, a Genova vive ancora buona parte della mia famiglia».