Totti: «Quella volta che stavo per andare alla Sampdoria…»

Totti
© foto www.imagephotoagency.it

Gli aggettivi per definire Francesco Totti sono ormai praticamente terminati: sovraumano, invincibile, eterno. Quello che il capitano giallorosso sta facendo con la Roma, a 40 anni di età, è in effetti qualcosa di incredibile: è ben difficile trovare un giocatore di movimento che ad un’età così avanzata possa risultare ancora decisivo.

 

E pensare che un talento di questo tipo avrebbe potuto coccolarselo la Sampdoria. Sì perchè, è storia nota, Totti avrebbe potuto firmare con i blucerchiati nel lontano 1997: a quell’epoca l’allora allenatore capitolino Carlos Bianchi insisteva affinchè il classe ’76 lasciasse Roma. Poi un torneo nel quale Totti mise in luce le sue qualità cambiò le carte in tavola, e il numero 10 giallorosso legò a doppio filo il suo destino a quello della Lupa. E’ lo stesso Totti a parlare di questo passaggio cruciale della sua vita in una lunga intervista rilasciata al Corriere dello Sport: «L’unico allenatore col quale ho avuto qualche problema è stato Carlos Bianchi. Però ancora ero giovane e lui non è che era molto attento ai giocatori romani perché a lui piacevano più gli stranieri. Poi essendo io giovane aveva cercato in tutti i modi di spingermi verso altri orizzonti.E ci è mancato pochissimo, perché mi ero messo d’accordo con la Sampdoria. Firmai con la Sampdoria e il giorno dopo ci fu un torneo all’Olimpico con Ajax e Borussia Dortmund. Fu la sera prima che io andassi alla Sampdoria. Ma gli dei di Roma si ribellarono e fu una serata magica, per me storica. Forse sarà stato il destino, ma quella sera feci due goal sia all’Ajax che al Borussia Dortmund. Ma dopo la partita il presidente Sensi s’impuntò e disse: lui da qua non va via. Alla fine saltò tutto con la Sampdoria e rimasi in giallorosso. Bianchi disse o Totti o me e Sensi disse Totti. E da lì è cambiato tutto…».

 

Nel corso dell’intervista Totti tocca anche l’argomento-Cassano: a detta sua, è proprio il talento di Bari Vecchia il giocatore più forte con il quale ha fatto tandem: «A livello tecnico, il giocatore più forte con il quale ho giocato è Cassano. Cassano, perché parlavamo sul campo, ci trovavamo in qualsiasi momento, sotto tutti i punti di vista. Poi con lui avevo un grandissimo rapporto anche fuori dal campo, perciò c’era sintonia totale. Stiamo parlando di uno dei giocatori più forti non in Italia ma anche in Europa, perché lui tecnicamente è un fenomeno. Poi Batistuta, Montella, quelli sono giocatori che hanno fatto la storia del calcio. Vanno ricordati perché era un piacere vederli e ho avuto la fortuna di giocarci anche insieme».