UEFA verso un nuovo Fair Play Finanziario: ecco cosa cambia

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La UEFA pensa a un nuovo sistema di Fair Play Finanziario dalla stagione 2018/19, più trasparenza e bilanci online: ecco cosa cambierà

Il calcio italiano e quello europeo si preparano a un’ondata di cambiamento, che dalla prossima stagione investirà tutti i club partecipanti alle competizioni europee e riguarderà le normative UEFA sulle finanze societarie. Per il trienno 2018-2021, la principale novità sarà rappresentata dall’avvento del cosiddetto Fair Play Finanziario 2.0, che si baserà sostanzialmente sul sistema già esistente, ma andrà verso una direzione di maggior trasparenza. Sebbene sia ancora materia di discussioni tra UEFA, club, giocatori e associazioni di leghe, dal prossimo maggio le linee guida dovrebbero diventare norme, e quindi essere applicate già dalla stagione 2018/19.

Accanto al perseguimento dell’obiettivo di un competitive balanceovvero un equilibrio fra le 12 big e le altre squadre, sotto la presidenza di Aleksander Čeferin si cercherà più chiarezza nei conti societari: infatti, come riportato da La Repubblica, una delle sostanziali novità introdotte sarà quella della pubblicazione online obbligatoria del bilancio, accompagnato anche da un rapporto dei revisori dei conti. Inoltre, dovranno essere rese note le commissioni pagate agli agenti dei giocatori, mentre la redazione dei bilanci verrà armonizzata a livello europeo e nazionale, in modo da evitare disparità nei conteggi dei proventi derivati da calciomercato e diritti televisivi.

Tutti questi accorgimenti faranno suonare l’allarme in anticipo e permetteranno di avere a disposizione più elementi di giudizio, in caso di sbilanci eccessivi in una sessione di mercato: ciò comporterà la possibilità di un’anticipazione dei controlli e la richiesta di un budget annuale ai diversi club. Assieme alle questioni legate alla trasparenza e alla limitazione del monopolio dei procuratori, al centro del Fair Play Finanziario 2.0, all’orizzonte si profila anche una novità di natura più politica che finanziaria: il Consiglio d’Europa, infatti, mercoledì scorso ha approvato con larghissima maggioranza un documento che chiede all’Unione Europea la costituzione di un osservatorio indipendente sul governo del calcio. Quest’ultimo avrà compiti di vigilanza sulle storture del mercato – su tutte, stipendi faraonici e transazioni per cifre folli -, sempre più all’ordine del giorno ed emerse platealmente dopo il caso Neymar. «Troppo denaro nuoce al calcio e lo uccide, bisogna evitare che si autodistrugga», ha commentato la parlamentare lussemburghese Anne Brasseur.