UTC contro il Codice di Condotta: «Bloccheremo l’applicazione»

tifosi maglia genova
© foto Valentina Martini

Gli Ultras Tito Cucchiaroni contro il Codice di Condotta da sottoscrivere al momento dell’abbonamento: il comunicato

La Sampdoria ha sottoscritto il Codice di Condotta per la stagione 2018/19 in attuazione del Protocollo di Intesa varato dal Ministero degli Interni, FIGC e le leghe professionistiche di Serie A, B e C. La nuova normativa non è stata accolta con entusiasmo dalla tifoseria organizzata, a partire dagli Ultras Tito Cucchiaroni: «Quest’anno, a chi rinnoverà l’abbonamento per la prossima stagione, verrà chiesto di sottoscrivere il “Codice Etico”, o “Codice di Condotta” (nel caso della nostra campagna abbonamenti). Si tratta di un documento, redatto dalla Società ma di fatto imposto dall’ Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive tramite FIGC e Lega Calcio. Sottoscrivendolo si dichiara di aver preso visione ed accettato tutte le nuove norme che consento alla Società stessa di avvalersi dell’utilizzo di sanzione e “punizioni” di diversa severità (dal semplice richiamo, alla sospensione dell’abbonamento, al divieto di acquisto del titolo di accesso per anni) in caso di violazione dello stesso Codice di Condotta. Se non sottoscrivi il Codice non puoi abbonarti ne acquistare i biglietti per le singole partite (per i quali però l’accettazione è implicita conseguentemente all’acquisto, e di conseguenza non viene fatto firmare nulla).

Perché non ci piace?
Perché ripone il potere di tenere fuori le persone dallo stadio in mano alle società, che di fatto diventano un’autorità che si somma a quella della polizia. Siamo certi che la maggioranza delle società vorrà agire con buonsenso, ma cosa succederebbe se qualche società, per qualche motivo nemmeno così difficile da immaginare, decidesse di estromettere dallo stadio persone che reputa “scomode” perché ad esempio esprimono una critica oppure un pensiero che non coincide con quello della società stessa? Crediamo che tutto questo possa essere molto pericoloso a causa dell’assoluta discrezionalità lasciata nelle mani di società e presidenti.

Cosa abbiamo fatto e cosa faremo?
Dopo esserci informati in maniera capillare su tutto il territorio italiano riguardo la stesura di questi “regolamenti” da parte delle altre società calcistiche, avendo chiarito che alcune situazioni sono ben peggiori della nostra, e temendo un giorno di ritrovarci vittime delle stesse assurde norme… ci siamo mobilitati, sensibilizzando la rete di contatti che abbiamo creato in questi anni, che spazia delle tifoserie, a legali ed esperti di diritto dello stadio, esponenti politici e associazioni di tutela dei consumatori. L’obiettivo è quello di bloccare l’applicazione di questa nuova norma che introduce ulteriori elementi di complicanza nel rapporto tra tifosi e accesso allo stadio. Crediamo che mentre esercitiamo il rinnovo dell’abbonamento, una riflessione su questa novità sia doverosa, in quanto potrebbe comportare situazioni future che toccheranno tutti, non solamente chi fa parte dei gruppi organizzati e in alcuni casi – conclude il comunicato sul Codice di Condotta – non soltanto all’ interno dello stadio».

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