2013

Un lampo di classe dilania una Samp incompleta

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Affrontare alla prima giornata la Juventus, autentica dominatrice dello scorso campionato nonché assoluta protagonista della Supercoppa disputatasi solo una settimana fa, si sapeva, sarebbe stato molto complicato. Ma sognare non costa nulla, e così la mente vagava e i pensieri correvano alle tante titaniche imprese conseguite contro la Vecchia Signora, che a Marassi non passava dal lontano 2006. La speranza che, nonostante tutto, la Sampdoria avrebbe potuto arginare di nuovo i bianconeri c’era ed era nitida. Ma ad aspettare i blucerchiati, nel giorno dell’esordio, c’erano un nubifragio tutt’altro che beneaugurante ed una serie di contingenze, anche interne, decisamente spiacevoli. Insomma, la sensazione era che quel sogno fosse destinato a rimanere tale.

La Sampdoria affrontava i bianconeri priva di Regini e Renan, ma soprattutto scevra di una solida identità e con diverse incognite. Il primo tempo è di mesta sopravvivenza, e nessuno, salvo un Gabbiadini poco sollecitato ma comunque ispirato, ha impressionato particolarmente tra le fila dei blucerchiati. Piuttosto, difficoltoso è parso l’ambientamento dell’altro esordiente, Eramo, spesso in ritardo sui tackle, che poi nella ripresa è riuscito a trovare le misure rendendosi protagonista anche di discrete giocate: bocciarlo dopo la tutto sommato prova incolore di ieri sera sarebbe tanto facile quanto sbagliato viste le indubbie qualità del centrocampista pugliese. La Juventus invece, si era limitata a cercare la via della rete con trame estemporanee e velleitarie conclusioni da fuori. Nel secondo tempo il copione sostanzialmente non cambia, basta un brusco colpo di scena a stroncare l’ostico ma discreto 0-0 che i commentatori già si accingevano a raccontare per la Juventus. È un’azione di grande qualità, l’unica vera manovra orchestrata dai bianconeri: la Juventus la mette in piedi grazie ai suoi interpreti di maggior talento e la conclude con la classe di Pogba e Tevez. Il tratto più preoccupante della partita della Sampdoria è proprio quello successivo alla rete bianconera: i blucerchiati non riescono ad escogitare trame ragionate e si rendono pericolosi solamente con situazioni di gioco casuali, perlopiù scaturite dalle sgroppate di De Silvestri sulla destra. E Delio Rossi non dispensa certo fiducia ed entusiasmo estraendo dalla panchina Soriano, Mustafi e Castellini, gente che dalla metà campo in avanti può incidere minimamente.

L’impressione, di certo prematura e ben lungi dal configurarsi in un giudizio definitivo, è che a questa squadra manchi qualcosa per poter conquistare la salvezza con la tranquillità e lo charme che la dirigenza si aspetta. Il vuoto di dinamismo, classe e gestione del pallone lasciato da Andrea Poli è evidente e probabilmente nessuno, tra i centrocampisti che Rossi ha in rosa, ha, al momento, le qualità per colmarlo: serve qualcosa di nuovo, qualcosa di diverso per dare continuità e pericolosità all’attacco. Qualcosa che, ci auguriamo, arrivi entro il 2 settembre.

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