Vierchowod ricorda Maradona: «Irripetibile, leale e generoso»

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Vierchowod ricorda Maradona: le parole dell’ex difensore della Sampdoria per il grande campione scomparso nella giornata di ieri

Pietro Vierchowod, ex difensore della Sampdoria, ricorda Armando Maradona scomparso ieri all’età di 60 anni. Tanti i ricordi che, ai taccuini di Repubblica, vengono riportati alla luce dall’ex blucerchiato.

MORTE MARADONA – «Sono triste. Diego era un grandissimo, il più grande della mia generazione. E soprattutto era un collega vero, leale e generoso. Mi è capitato spesso di marcarlo. All’epoca si giocava a uomo, io di solito facendo lo stopper prendevo il centravanti, ma qualche volta mi misero su di lui. Lo seguivo dappertutto sino a centrocampo, finivo per fare il mediano. Una volta mi fece un tunnel e io mi girai dall’altra parte. Lui mi disse: “Tu sei come Hulk, l’uomo verde”».

AVVERSARIO – «Era un avversario unico. Io ne ho marcati tanti in quegli anni, ma lui era di un altro pianeta. Aveva la palla incollata ai piedi, con quel baricentro basso quando coprivail pallone era impossibile portarglielo via. Io cercavo di fare del mio meglio. Ero un difensore duro ma non sono mai entrato per fargli male e lui ha sempre parlato bene di me riconoscendomelo».

RICORDI – «Ho tanti ricordi. Una volta nel vecchio Ferraris in ristrutturazione con mezze gradinate in piedi e mezze tirate giù, era l’anno prima dei Mondiali del ’90, giocammo tutta la partita sotto il diluvio. La Sampdoria dominò, a cinque minuti dalla fine su un calcio d’angolo, il pallone uscì dall’area e lui con la punta gli diede una traiettoria maligna che ci castigò. Era capace in cinque minuti di risolvere la partita da solo. Un giorno entriamo in campo e vedo che non allaccia gli scarpini con le stringhe. Lo guardo e lui mi dice: “Non preoccuparti, per me è lo stesso”. Se io avessi dovuto giocare con le stringhe slacciate avrei fatto davvero poca strada».

MARADONA OGGI – «Farebbe la differenza ancora più di allora, oggi che non si marca più a uomo. La sua forza straordinaria era anche nel rispetto dei colleghi. I suoi compagni ogni tanto mi dicevano: non è importante se salta un allenamento, basta che ci sia la domenica. In campo faceva magie ma non ha mai irriso l’avversario, aveva troppo rispetto. Lo ricordo anche ai Mondiali del Messico, io giocavo nell’Italia e siamo stati avversari. Quell’anno era al culmine della sua forma e segnò quel gol straordinario all’Inghilterra dribblando tutti»

NUOVI MARADONA – «Non lo so, per me lui è irripetibile. Di sicuro in questo momento no. Ma era anche un altro calcio, per me era più bello e più vero, un calcio dove i giocatori amavano la loro squadra e ci stavano tanti anni. Proprio come lui».