Zapata, chi si rivede: un gol per zittire la Dacia Arena

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Zapata non si è lasciato bene con una parte di tifoseria dell’Udinese: sabato sarà tempo di vendicarsi a suon di gol con la maglia della Sampdoria

Non poteva iniziare in modo migliore, l’avventura di Duvan Zapata con la maglia della Sampdoria indosso. Dopo appena tre gare – di cui due da titolare -, l’attaccante colombiano è già riuscito a collezionare 2 reti e 1 assist e a guadagnarsi la stima di tutto l’ambiente, tanto più dopo l’invenzione geniale dell’esultanza alla Baciccia. Sabato pomeriggio, il calendario metterà di fronte lo stesso Zapata a una sfida dal sapore particolare: l’Udinese, infatti, rappresenta una parte importante della sua carriera, un club che lo ha accolto e fatto maturare quando il Napoli non lo voleva più. Un prestito biennale che, a causa delle richieste elevate dei partenopei, non si è mai tramutato in un acquisto a titolo definitivo. Tuttavia, a Udine non si sono disperati per la sua mancata permanenza ma, al contrario, una parte della tifoseria lo considerava ormai inutile.

«Se al presidente chiedevano 25 milioni tra acquisto e ingaggio per confermare Zapata, che veniva spesso indicato come uno “scarpone” qui, che doveva fare? Non l’ha ripreso e ha fatto bene», aveva detto il tecnico bianconero Gigi Delneri poche settimane fa, parlando dell’addio dell’attaccante. Insomma, a Udine fanno spallucce, ma chi addirittura lo definiva “scarpone” sabato dovrà ricredersi: alla Sampdoria il numero 91 ha ritrovato una piazza calda e la fiducia di cui aveva bisogno, nonché una media gol micidiale. In proiezione, i numeri ottenuti finora in questa stagione faranno superare a Zapata il record personale di gol, stabilito proprio in Friuli lo scorso anno (11 reti e 5 assist). Con una squadra di qualità alle spalle che lo supporta, per il nuovo bomber blucerchiato sarà più facile segnare, sperando che il trend positivo possa proseguire anche in occasione della prossima trasferta: un gol potrebbe ammutolire la Dacia Arena e permettergli di prendersi la rivincita su chi, fino a poche settimane fa, non vedeva l’ora che svuotasse l’armadietto e andasse a cercare fortuna altrove. Nonostante le critiche, prima di lasciare il club Zapata aveva promesso che non avrebbe esultato, in caso avesse segnato con la maglia di un’altra squadra. Sabato, quindi, sarebbe una gioia contenuta, silenziosa, ma di certo sincera più che mai.