Zeman: «Cassano a Pescara? Dovrei valutarlo»

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Zdenek Zeman e il suo Pescara sfideranno a breve la Samp: «Salvezza? Dobbiamo crederci finché l’aritmetica non ci condanna»

Un ritorno con il botto. Quella Serie A che non aveva visto con il Pescara 2012-13 è tornata dalla porta di servizio, nella disperazione più assoluta. Se Zdenek Zeman ha iniziato bene il secondo mandato in Abruzzo (5-0 al Genoa: prima volta che gli abruzzesi segnano così tanto nella massima serie), è anche vero che il Pescara rimane ultimo a 12 punti, con la prima vittoria sul campo ottenuta solo a febbraio inoltrato. Ci vorrà più di un miracolo per salvare il Delfino, che a breve incrocerà la Samp.

RILANCIO E SPERANZE – Nella goleada rifilata al Genoa, quattro reti avevano il marchio del suo calcio. È possibile che in tre giorni sia riuscito a trasmettere le sue idee al Pescara che ha ereditato da Oddo? «Il calcio è semplice. Il mio calcio è ancora più semplice. Ho passato solo i concetti di base, evidentemente i calciatori sono stati bravi a capirmi e a mettere in pratica tutto sul campo. Magari ora viene il difficile, perché dovrò cominciare a entrare più nei dettagli». Corsa-salvezza, c’è ancora uno spiraglio per il Pescara? «Finché l’aritmetica non ci condanna, dobbiamo sperare. E, d’altra parte, sperano pure Crotone e Palermo. Come per lo scudetto, pur favoritissima la Juventus, possono ancora crederci Roma e Napoli».

PARENTESI 99 – Cassano ha dichiarato: «con tante pippe che giocano in Serie A, io sto fermo…». Prenderebbe FantAntonio nel suo Pescara? La risposta di Zeman a “La Gazzetta dello Sport” è tipica del personaggio: «Ha ragione. Considerata la sua tecnica, pochi reggono il confronto con lui. Ma Cassano e Balotelli sono responsabili del loro destino: se hanno ottenuto meno di quanto potevano, la colpa è solo loro. Io allenatore di Cassano? Dovrei capire quanto posso ottenere da un giocatore come lui. Ma nella vita, mai dire mai».

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