Fernandes crea, Muriel capitalizza: 2 a 1 al Genoa e Genova è blucerchiata

Muriel Sampdoria
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Al Ferraris ci si affronta per la supremazia cittadina, almeno fino alla gara di ritorno. Giampaolo, che non vede di fronte a sé Juric squalificato, decide di effettuare un unico cambio, sulla trequarti, proponendo Bruno Fernandes al posto di Ricky Alvarez: una sostituzione che premia il portoghese, autore sempre di ottime prestazioni da subentrato. Il Genoa, invece, arriva in formazione tipo sostituendo l’infortunato Pavoletti con Simeone e lo squalificato Lazovic con Orban. Nella Sampdoria è obbligato il cambio Puggioni, al suo debutto con la maglia blucerchiata, al posto di Viviano.

La Sampdoria parte subito forte per fare del campo un sol boccone e al 3’ c’è subito una grande occasione per Quagliarella, che approfitta di un buon cross dalla destra di Muriel, che parte aggredendo il campo sin da subito: colpo di testa, ma Perin è attento a respingere in angolo. Si rovescia l’azione e ci prova il Genoa con un tiro dal limite dell’area che non impensierisce Puggioni, che battezza la palla, giustamente, fuori. Mentre i fumogeni da ambo i lati rendono poco agevole la vista agli estremi difensori, Tagliavento è subito chiamato ai primi rimbrotti nei confronti di Barreto, reo di un eccessivo agonismo in mezzo al campo. Al 10’ un ottimo cambio campo di Fernandes imbecca perfettamente Muriel, che stoppa il campanile con estrema facilità: il tiro, purtroppo fiacco, non impensierisce Perin, aiutato anche dall’eccessiva distanza da cui parte la conclusione. La Sampdoria, però, è viva e lo dimostra, soprattutto nelle ripartenze affidandosi ai suoi velocisti. Proprio da qui al 12 il Doria riesce ad andare in vantaggio. Sala trova Fernandes, che dà maggior velocità alla manovra rispetto ad Alvarez: il portoghese crossa in mezzo e Quagliarella, che si gira in un metro di terra, riesce ad appoggiare sul piede di Muriel, che deve solo battere Perin da meno di sette metri. Tiro forte e sotto la traversa che sancisce l’1 a 0 dei blucerchiati. Al 17’ il Genoa prova a farsi sentire con una rimessa laterale lunga di Laxalt: palla scodellata in area di rigore e dopo vari rimpalli arriva a Edenilson che tira a botta sicura, ma trova una deviazione in angolo. Al 23’, dopo un continuo possesso palla, il Genoa riesce a pareggiare i conti con una rete di Rigoni: Edenilson entra in area di rigore dalla destra di Puggioni e lancia un diagonale rasoterra che deve solo essere spinto in rete dall’autore del gol, che beffa Puggioni in uscita. Due minuti dopo ci riprova il Doria, dopo un intervento pulito di Skrniar in area di rigore: palla a Linetty che serve Quagliarella sulla corsa, ma l’ex Torino non premia l’inserimento di Fernandes e va al tiro, sbilenco, che finisce fuori dallo specchio della porta. Su un buco difensivo di Sala, al 30’, Rincon trova lo spazio per inserirsi in area e servire Edenilson, che però arriva scoordinato e favorisce la spazzata di Silvestre: dalla rimessa laterale arriva la prima traversa del Grifone, da un cross che si trasforma in un tiro e viene respinto da Puggioni in angolo. Dallo stesso il Genoa ha l’illusione del vantaggio, dopo aver colpito un’altra traversa: Tagliavento però annulla la rete e ristabilisce la parità in campo. Al 38’ la Sampdoria sfiora il vantaggio, con Silvestre che svetta di testa da un calcio di punizione e impatta la traversa: l’illusione è fomentata anche dall’interruzione che segue, con Tagliavento che riunisce tutti a ridosso delle due panchine per due minuti abbondanti. Alla fine il nulla di fatto si produce nella ripresa del gioco. Al 45’ è Quagliarella che spacca in due la partita, partendo velocissimo su un lancio dalla trequarti: sprint sul finale e anticipa Perin, che lo sbilancia con la mano. Calcio di rigore. Dagli undici metri va proprio il numero 27 che si fa respingere la conclusione dall’estremo difensore genoano, che respinge in angolo. Il Genoa esce galvanizzato dal finale del primo tempo, forte del rigore parato.

Il secondo tempo inizia ancora all’insegna di Bruno Fernandes: inserimento tra i difensori centrali e assist per Quagliarella, che conclude con un diagonale più preciso che potente. Perin devìa anche questa in angolo, però. Dalla successiva azione la Sampdoria trova il vantaggio: Muriel dalla destra crossa con violenza al centro dell’area di rigore e trova la deviazione vincente di Izzo, che sotto la Nord insacca nella propria porta, quattro anni dopo Bovo. 2 a 1 per il Doria. Muriel si sente ispirato e al 12’ fa scivolare Izzo con un dribbling insistito e si infila in area concludendo con un fortissimo destro: Perin respinge in angolo. Il primo cambio di Giampaolo è sulla trequarti, per far rifiatare Bruno Fernandes, che dal primo minuto ha dato tutto quello che poteva: entra Ricky Alvarez. Corradi, allenatore in seconda di Juric, risponde alla mezz’ora con Pavoletti al posto di Rincon, mentre dalla panchina doriana si alza Angelo Palombo, che prende il posto di Torreira. Il Genoa costruisce di più e la Sampdoria attende sulla sua trequarti cercando la ripartenza: al 37’ Pavoletti prova a incornare verso la porta, ma il colpo di testa è centrale e Puggioni con sicurezza blocca. Pochi secondi dopo, con Muriel a terra per un contrasto duro, il Genoa si porta nuovamente sotto la porta doriana con Pavoletti che però non trova lo specchio della porta: l’attaccante colombiano viene subito soccorso, ma si forma un capannello in mezzo al campo per il gesto poco corretto compiuto dal Grifone. Tagliavento non prende provvedimenti e la gara riprende, con Muriel che però deve uscire in barella dal campo. La caparbietà del numero 9 però si manifesta nel suo voler rientrare in campo, per non lasciare i suoi in dieci uomini, poi dopo pochi secondi esce zoppicando cedendo il posto a Filip Djuricic. Proprio il classe ’92 riparte da un angolo genoano e serve Alvarez, che non tira di prima intenzione e si fa recuperare da un avversario. Al 43’ Quagliarella ha la palla del KO, ma a pochi metri da Perin spara al lato con troppa veemenza. Il Genoa non molla e al 45’ insiste con Ninkovic, che defilato sulla linea di fondo calcia verso Puggioni, che respinge a terra. Il finale produce soltanto azioni confuse, con la Samp che si difende e prova a ripartire, forte del risultato acquisito in apertura di ripresa: al triplice fischio di Tagliavento è festa doriana, perché Genova è blucerchiata.

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