2015/2016, il pagellone: Vasco Regini

© foto www.imagephotoagency.it

24 febbraio 2015: è da poco finito il derby di Genova, conclusosi 1-1 e con la Samp a rischio sconfitta fino all’ultimo secondo di questa confusa gara. Al fischio finale dell’arbitro, Sinisa Mihajlovic è incontenibile, tanto da andare a contatto non con gli avversari, ma con i suoi ragazzi. Il tecnico serbo ce l’ha in particolare con un blucerchiato, quello che veste la maglia numero 19: Regini viene preso e rimproverato da Mihajlovic in maniera che definire “dura” forse è poco.

Se la reazione dell’allenatore è forse eccessiva, chi può alzare la mano e dire di non essersi perlomeno dispiaciuto in questi anni dei numerosi errori del ragazzo? Cresciuto nel vivaio del Cesena e svezzato dalla realtà blucerchiata, Vasco Regini non si è mai consacrato a tutti gli effetti. Tornato in gran carrozza dagli anni di Empoli e consacratosi nella difesa a tre, il difensore è stato provato un po’ ovunque: terzino sinistro, centrale mancino di difesa e infine anche esterno a tutta fascia.

Con il subentro di Mihajlovic a Rossi nel novembre 2013, il resto della stagione era stata positiva per Regini. In crescita, più convinto. Magari non fenomenale, ma comunque utile alla causa, visto che a spingere ci pensava Lorenzo De Silvestri sull’altra fascia. Poi la caduta: graduale, senza mai svagare del tutto. Il 2015-16 ha sancito la fine della sua avventura blucerchiata, al di là che torni o meno: dopo tre stagioni trascorse per intero a Bogliasco, possiamo dire che forse l’esperimento sia fallito.

Lo possiamo dire anche perché la Samp ha fatto una scelta precisa la scorsa estate: c’era bisogno di un terzino sinistro nel vero senso della parola (io stesso avevo lasciato qualche consiglio estivo), ma la società ha deciso di confermare Regini anche sotto la gestione Zenga. I risultati si sono visti a breve: le prestazioni contro Torino (Bruno Peres è ancora nei suoi incubi, probabilmente), Milan e Sassuolo hanno evidenziato le sue difficoltà in più ruoli. Giusto salutarsi a gennaio scorso, quando Sarri l’ha rivoluto per il suo Napoli.

Non vogliamo accanirci troppo su di lui, che è rimasto metà stagione e ha palesato limiti già evidenti a chi segue la Samp da qualche annata: il 5 è la votazione giusta, anche perché il resto del 2015-16 ha dimostrato che c’è anche chi ha fatto di peggio. Riserva saltuaria sotto Sarri (cinque minuti giocati nei quattro mesi sotto il Vesuvio), ora il futuro di Regini è tutto da decidere. Il Napoli l’aveva preso in prestito con diritto di riscatto, ma quante chances ci sono che il giocatore rimanga in azzurro? Più probabile il ritorno e forse la cessione. Che a questo punto avrebbe il sapore della soluzione finale.

Articolo precedente
Ufficiale: Pradè-Fiorentina, è separazione
Prossimo articolo
Hojbjerg in partenza: lascerà il Bayern, la Samp ci riprova