30 anni e non sentirli: 1986, Coppa Italia, il Como si condanna da solo, è finale

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Come promesso arriviamo alle semifinali di Coppa Italia per la Sampdoria di Bersellini. Dopo aver superato il Torino di Radice, c’è l’impegno contro il Como di Marchesi. La cavalcata del Como era stata notevole: agli ottavi butta fuori la Juventus, ai quarti l’Hellas Verona, campione d’Italia.

Il club lariano è un avversario rognoso, difficile da battere. Si presentano a Genova per espugnare Marassi e andarsi a prendere la finale: Paradisi, tra i pali, Tempestilli, Bruno, Casagrande, Centi, Albiero, Mattei, Fusi, Borgonovo, Notaristefano e Corneliusson. I due precedenti con la Sampdoria in campionato vedono un pareggio in casa del Como per 2-2 dove erano andati in rete Borgonovo e Corneliusson e un pareggio a reti bianche a Genova. Bersellini da parte sua deve fare a meno di Souness, Vialli e di Vierchowod, dà fiducia a Francis e parte con questo undici iniziale: Bordon, tra i pali, Mannini, Galia, Pari, Paganin, Pellegrini, Scanziani, Salsano, Francis, Matteoli e Mancini. Al settimo minuto del primo tempo però perderà Scanziani, sostituito da Fiondella.

La partita si chiude, alla prima frazione di gioco, con risultato invariato, pareggio a reti bianche e tanta tensione in campo. Nella ripresa un cambio per Bersellini che al 53′ si gioca il tutto per tutto, fuori Fiondella, dentro Lorenzo assieme a Mancini, Matteoli e Francis. La rete non tarda ad arrivare, al sessantaduesimo minuto Salsano deposita il pallone alle spalle di Paradisi.  Il Como effettua un cambio fuori Notaristefano e dentro Maccoppi, la squadra però si innervosisce e resta in dieci per l’espulsione di Tempestili al 67′. Proprio dai piedi del nuovo entrato nasce la rete del pareggio al 72′, Maccoppi nega la vittoria ai blucerchiati depositando il pallone alle spalle di Bordon.

La semifinale di ritorno si gioca tra le mura di casa del Como, partita infiammata iin quanto ci si gioca l’accesso alla finale. La Sampdoria propone l’undici iniziale che aveva affrontato il Como all’andata, unica differenza Fiondella in campo dal primo minuto al posto di Scanziani. E Lorenzo dal primo minuto assieme a Matteoli e Mancini. Francis invece parte dalla panchina. Anche Mister Marchesi non cambia molto nel suo Como, deve rinunciare a Tempestili, ma ripropone Cornelisson e Borgonovo per la fase offensiva.

La partita non è bella, ma giocata correttamente da entrambe le formazioni. il primo tempo si chiude a reti inviolate con un Como sempre arrembante nell’area di rigore blucerchiata e che va vicino al gol per ben tre volte, la Sampdoria invece è  contenuta dalla mediana azzurra e sono molte le occasioni che non vengono concretizzate. Emiliano Mondonico intervenuto all’intervallo, in quanto futuro allenatore del Como commenta i primi 45′: «È una gara viva, vibrante. Il Como sa il fatto suo, con davanti un Borgonovo di cui capisco perché si dice un gran bene è veramente una stella lì davanti».

Nella seconda frazione di gioco il Como si porta in vantaggio con Albiero al 85′ minuto che, dopo una sgroppata lungo il campo, tira un fendente alle spalle di Bordon. La Sampdoria risponde immediatamente con il subentrato Francis al 87′: su cross di Matteoli l’inglese rovescia alle spalle di Paradisi. Iniziano i supplementari: al 94′ Borgonovo deposita il pallone alle spalle di Bordon. La Sampdoria prova nuovamente ad accorciare, Matteoli si porta in area di rigore, subisce il fallo e l’arbitro decreta il calcio di rigore a favore dei blucerchiati. A questo punto accade l’inverosimile: qualcosa dagli spalti della curva azzurra viene lanciato all’indirizzo dell’arbitro Redini. Il direttore di gara si accascia a gattoni sul terreno di gioco, Paradisi cerca di assisterlo, l’arbitro si rialza, ha la mano coperta di sangue e viene accompagnato fuori dal campo tenendosi la testa. Partita sospesa. Squadre negli spogliatoi.

La Sampdoria che stava perdendo sul campo vede il risultato ribaltato dal giudice sportivo, che ne assegna la vittoria a tavolino per 2-0. Intervenuto al termine del match, Matteoli commenta il match ai microfoni della Rai: «Mi dispiace perché un gesto così non l’avevo mai visto dai tifosi del Como, mi dispiace per il Como che si era comportato così bene. C’era un calcio di rigore che era ancora da calciare e non è detto che avremmo fatto gol, ora siamo passati noi per loro e cercheremo di andare avanti per la nostra strada. I ragazzi in campo si meritavano la finale io ho giocato con alcuni di loro, purtroppo è successo quello che è successo».

La Sampdoria così accede alla finale contro la Roma, ma questa è un’altra storia e la si dovrà raccontare un’altra volta.