30 anni e non sentirli: 1986, arriva il Verona, è pareggite!

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Archiviamo la Roma nel 2016 e pensiamo solo all’Atalanta, prossimo avversario in casa contro cui la squadra di Montella deve tornare a fare bottino pieno. Per Bersellini invece nel 1986, l’avversario della sesta giornata era il Verona di Bagnoli. Il girone di ritorno della Sampdoria recitava, fino alla quinta giornata, una sequela di pareggi: Fiorentina, Bari, Torino e Milan. L’unica vittoria, a spezzare la sequenza, il match contro l’Udinese.  

La sesta giornata vede, come detto, il Verona campione d’Italia scendere a Marassi. All’andata la squadra gialloblù aveva vinto con il risultato di 2-1 e che, in trasferta, vorrebbe portare via altri due punti importanti. La Sampdoria, da parte sua, non ha più intenzione di lasciare punti per strada, bruciano ancora quelli persi contro la Fiorentina e qualche rimpianto c’è pure per la partita contro il Milan.

Bersellini non fa grandi stravolgimenti: conferma Souness e Salsano, in attacco ritorna Matteoli, assieme a Lorenzo e Mancini. Vialli non è della partita, fermato dal giudice sportivo. Il reparto difensivo resta il medesimo della trasferta di Milano. Bagnoli da parte sua apporta qualche modica rispetto all’undici che aveva affrontato la Sampdoria all’andata: fuori Briegel e Bruni, dentro Verza e Elkjaer. A proposito di Hans Peter Briegel, a fine stagione lascerà la casacca degli scaligeri per indossare proprio quella della Sampdoria per 4 miliardi di lire.

Il Verona non è lo stesso che ha vinto lo scudetto l’anno prima, complice forse anche il duplice impegno in Coppa dei Campioni che lo vede fuori agli ottavi per mano della Juventus. Anche la Sampdoria non è quella che ha vinto la Coppa Italia l’anno prima, ma sta cercando di ritrovare un’identità precisa con così tanti campioni che scalpitano nelle sue fila, soprattutto in vista del Mondiale.

La partita si gioca molto a centrocampo, con attenzione di entrambe a non scoprirsi più del necessario. La Sampdoria cerca di dettare il tempo e il gioco, possesso palla e azioni sono tutte dalla sua. È la partita con più calci d’angolo a favore della squadra di Bersellini, ben 11 contro i soli 3 del Verona. Sintomo di una squadra che non vuole uscire dalle mura del suo stadio senza aver conquistato i due punti. Ma ci sono partite che sono stregate e finiscono come iniziano, a reti inviolate. Il Verona effettua i suoi cambi, fuori Turchetta (che all’andata aveva segnato) dentro Galderisi, fuori Vignola e dentro Di Gennaro. Ma il match non cambia, all’86’ Bersellini toglie Matteoli e mette Scanziani, il match si avvia verso il triplice fischio finale dell’arbitro Boschi di Parma.

La Sampdoria dal mal di trasferta, passa ad una patologia meno grave ma pur sempre frustrante: la pareggite. È il quinto pareggio in sei gare. I punti in questo girone di ritorno sono 7, un trend comunque positivo in quanto non è ancora arrivata nessuna sconfitta da capodanno contro la Juventus. Ma dietro l’angolo c’è la difficile trasferta di Bergamo contro l’Atalanta. Questa però è un’altra storia e la si dovrà raccontare un’altra volta.