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Riforma arbitri, incontro tra Rocchi e Gravina: ecco cosa filtra

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Riforma arbitri, nella giornata odierna i vertici del calcio italiano si sono incontrati data la volontà di cambiare il sistema

La Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) ha intrapreso un progetto ambizioso volto a riformare il sistema arbitrale, con l’obiettivo di elevare la qualità delle direzioni di gara e risolvere le problematiche che hanno recentemente scosso il calcio italiano.

Come riportato da La Gazzetta dello Sport, l’avvio ufficiale di questo piano è stato segnato dal vertice tecnico di oggi, che segna il primo passo verso una nuova era per l’arbitraggio italiano.

La nascita della classe arbitrale d’élite

Il progetto prevede la creazione di una società di diritto privato, interamente partecipata dalla FIGC, con un budget operativo compreso tra i 17 e i 18 milioni di euro. L’obiettivo è dare vita a una classe arbitrale d’élite composta da un numero selezionato di professionisti: 40 arbitri, 66 assistenti e 24 Video Match Officer (VMO).

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La gestione di questa nuova struttura sarà completamente indipendente, evitando le influenze politiche da parte dei club e della stessa AIA. In questo modo, la FIGC intende separare nettamente il merito sportivo dalla politica calcistica, garantendo che la gestione degli arbitri fino alla Serie C rimanga sotto l’autorità dell’AIA.

Retribuzioni e stabilità per i nuovi arbitri

Gli arbitri che entreranno a far parte di questa élite saranno inizialmente retribuiti a gettone, ma una volta superato il vaglio del designatore Gianluca Rocchi, avranno la possibilità di essere assunti con contratti a tempo determinato. Questo garantirà loro una stabilità economica e una tutela lavorativa che mancava in passato. La FIGC punta a definire una bozza della riforma entro un mese, per poi sottoporla al voto del Consiglio federale.

Resistenza e determinazione della Federazione

Nonostante si preveda una resistenza da parte dell’AIA, la Federazione è pronta a fare il necessario per portare a termine questa riforma. Se dovesse essere necessario, la FIGC non esiterà a ricorrere al commissariamento per realizzare questa trasformazione epocale nel calcio italiano. Un cambiamento che, se realizzato, promette di rivoluzionare in modo decisivo l’arbitraggio nelle competizioni nazionali.

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