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Ferretti: «Sono legato alla Sampdoria! Corradi? E’ la persona giusta per cercare di risalire la china»

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Ferretto Ferretti, ex preparatore atletico della Sampdoria, è intervenuto in merito al proprio passato in blucerchiato e a Corradi. Le considerazioni

Ferretto Ferretti, preparatore atletico della Sampdoria durante l’era Walter Novellino tra il 2002 e il 2007, ha parlato con entusiasmo dell’esperienza genovese per l’edizione odierna de Il Secolo XIX. Il professionista ha ricordato i momenti più significativi di quegli anni, sottolineando quanto la squadra, lo staff tecnico e l’ambiente blucerchiato siano rimasti nel suo cuore.

Secondo Ferretti, quegli anni hanno rappresentato un periodo di crescita professionale intenso, ricco di sfide e soddisfazioni, che lo hanno formato non solo come preparatore atletico ma anche come persona. L’ex tecnico ha evidenziato l’importanza del lavoro di squadra, della passione e della dedizione, elementi che rendono la Sampdoria una società speciale nella storia del calcio italiano.

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SAMPDORIA PASSATO«Quando si parla di Samp sono piuttosto affezionato e legato alla squadra, abbiamo fatto la promozione dalla B alla A e tutti gli anni successivi in massima serie con mister Novellino. Erano altri tempi, con la famiglia Garrone. Averne presidenti così».

CORRADI«Bernardo è stato mio studente, ma lo conoscevo già da giocatore. Essere alunni comunque è un conto, essere allenatori un altro. E i tecnici poi sono tutti validi, è il contesto che determina il successo. Ci sono allenatori che in un contesto fanno benissimo, in un’altra squadra vengono esonerati. Io posso dire che Bernardo è molto riflessivo e capace di gestire un gruppo. Veniva in ritiro a Coverciano, ci si incrociava spesso quando allenava le nazionali giovanili. Vedevo il rapporto che aveva con i giocatori che convocava, con il gruppo, lo staff. E fare gruppo in un gioco di squadra è fondamentale. Per me, lui è la persona giusta per cercare di risalire la china.

«Ci siamo sentiti, gli ho mandato il classico in bocca al lupo. Ha grande entusiasmo. Sinceramente anche per me è stata una novità, pensavo restasse ancora uno o due anni nello staff di Allegri. Poi evidente mente lui, e lo si vedeva già prima col percorso nelle Under, ha dentro il fatto di essere un primo allenatore. Quelli che nascono collaboratori lo restano, difficilmente si buttano a fare i titolari. Lui secondo me ha fatto il percorso giusto, ha potuto valutare i giovani, poi un anno al fianco di un grande allenatore in una grande squadra per conoscere dinamiche che da giocatore aveva visto, ma da tecnico no, e penso che ora sia pronto per dirigere una squadra di professionisti da solo. Sa il fatto suo, di partenza dico che va benissimo. Poi ovvio, non conosco le dinamiche attuali della Samp, è vero che ha avuto una situazione dirigenziale movimentata, ma non penso si discosti troppo da una società normale di Serie B».

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