News
Coda non rinnoverà con la Sampdoria! Sarà addio: i dettagli

Massimo Coda era aperto alla possibilità di rimanere a Genova ma la Sampdoria ha deciso di virare su altri profili. I dettagli
Domani, martedì 30 giugno, si consumerà una separazione ufficiale e dolorosa in casa blucerchiata: le strade tra la Sampdoria e Massimo Coda si divideranno definitivamente. I bomber di Cava de’ Tirreni era pienamente aperto a un rinnovo contrattuale, ma il club ha preferito non prolungare l’accordo in scadenza e sondare percorsi alternativi sul mercato. Nonostante i suoi 37 anni, l’appeal del centravanti resta altissimo in ottica calciomercato: squadre come Cavese e Carrarese si sono già mosse per accaparrarsi le prestazioni del capocannoniere all-time della categoria.
La straordinaria carriera e i record di Coda
Nato nel 1988, Coda occupa un posto d’onore nel calcio italiano. La sua parabola è fatta di gavetta tra Cavese, Cremonese e San Marino, prima delle esperienze all’estero con Bellinzona e Gorica, dove vince la Coppa di Slovenia con 18 reti. Dopo l’esordio in Serie A con il Parma nel 2014, diventa l’assoluto dominatore della Serie B. Segna 31 gol con la Salernitana, trascina il Benevento in massima serie e vive un biennio d’oro a Lecce, vincendo due volte il titolo di capocannoniere. Prima di approdare a Bogliasco, timbra la promozione in A con il Genoa nel 2023 ed è protagonista alla Cremonese.
L’impatto di Coda nei due anni in blucerchiato
Il 12 luglio 2024 la Sampdoria lo acquista a titolo definitivo dal Genoa per 600.000 euro di parte fissa più 200.000 euro di bonus legati alla promozione. L’impatto è immediato: il 18 agosto va subito a segno all’esordio nel 2-2 contro il Frosinone. Proprio in maglia blucerchiata, il 4 maggio 2025 contro il Catanzaro, eguaglia inizialmente il primato di Stefan Schwoch a quota 135 gol, per poi staccarlo e diventare il miglior marcatore di sempre nella storia della regular season di Serie B con ben 144 reti (149 complessive incluse le sfide di playoff e playout). Il suo peso specifico, però, si era già visto in quell’anno, quando è stato fondamentale e determinante nel drammatico playout di ritorno giocatosi a Salerno contro la Salernitana: in quell’occasione Coda ha deciso la partita siglando lo 0-2 insieme a Sibilli, un trionfo che ha decretato la permanenza della Sampdoria, allora guidata in panchina da Alberico Evani e Attilio Lombardo, in cadetteria.
L’apporto di Massimo Coda nell’ultima stagione 2025-2026 è stato vitale: nella prima parte del campionato, in piena burrasca tecnica e di risultati, è lui a tenere a galla la barca a suon di gol. Pur trovando meno spazio nel finale a causa delle rotazioni, chiude l’annata con 28 presenze, 9 reti e 1 assist, siglando marcature pesantissime nei momenti più critici del torneo. In due anni complessi per il club, il centravanti totalizza 66 gettoni e 18 gol complessivi.
Cosa perde la Sampdoria con la partenza di Coda?
Rinunciare a un profilo simile significa privarsi del perfetto prototipo del centravanti moderno. Ma cosa perde concretamente la Sampdoria con la partenza di Coda? Il club perde un fenomenale regista offensivo, un leader carismatico capace di fare reparto da solo grazie a una struttura fisica imponente e a una tecnica sopraffina. Coda non è solo un finalizzatore micidiale d’area di rigore (letale di testa e con entrambi i piedi), ma un calciatore fondamentale per ripulire i palloni alti, far salire la squadra e favorire gli inserimenti dei centrocampisti tramite sponde e assist intelligenti. Sostituire una certezza da doppia cifra in Serie B sarà una missione estremamente complessa per la dirigenza blucerchiata.

