
Marco Carparelli, ex giocatore blucerchiato, ha raccontato la mitica Sampdoria di Mihajlovic e Mancini in un’intervista concessa a Fanpage. Le dichiarazioni
L’ex attaccante Marco Carparelli ha ripercorso le tappe più intense della sua carriera in un’emozionante intervista concessa a Fanpage, svelando retroscena inediti sulla sua crescita umana e calcistica all’ombra della Lanterna.
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Gli inizi di Carparelli alla Sampdoria tra le leggende
Arrivato giovanissimo in una Sampdoria stellare, l’impatto con lo spogliatoio fu quasi travolgente per un ragazzo timido: «nello spogliatoio mi mettevo in un angolo, non alzavo neanche la testa per il timore di incrociare lo sguardo di qualcuno. Capirai, era la Samp di Mancini, Mihajlovic, Vierchowood, gente di personalità». Tuttavia, i campioni si rivelarono veri fratelli maggiori. In particolare Roberto Mancini, che lo prese sotto la sua ala protettrice permettendogli di collezionare 28 presenze.
Il legame speciale di Carparelli con Sinisa Mihajlovic
Un ricordo indelebile è legato a Sinisa Mihajlovic, che dietro l’apparenza severa nascondeva una straordinaria generosità. Fu proprio il difensore serbo ad accompagnarlo a comprare la sua prima auto, una Golf gialla, ma il dono più grande fu un altro: «Mi ha trasmesso la voglia di lottare sempre, anche in allenamento. Era un ragazzo che dava tutto, dal primo all’ultimo minuto. Poi, si poteva anche perdere, ma guai se mollavi…».
La fede per il Genoa e il sogno di Carparelli a Marassi
Nonostante la parentesi blucerchiata, il cuore di Carparelli è sempre stato rossoblù. Vivere a Genova da ex sampdoriano ma da bomber del Genoa – con tanto di gol nel derby – è stata un’esperienza unica, vissuta sempre con massimo rispetto per entrambe le fazioni. Oggi il suo desiderio è tornare a Marassi in una veste diversa: «Un giorno mi piacerebbe andare in Gradinata e vivere la partita da lì. Ricordo la prima volta che ho messo piede a Marassi: ero praticamente un bambino, guardavo gli spalti, l’erba e sognavo di giocarci per far esultare la Gradinata. Quando è successo è stato come chiudere un cerchio».