
Enrico Nicolini, ex giocatore blucerchiato, ha analizzato l’attuale momento della Sampdoria tra ultimo posto in classifica e contestazione dei tifosi. Le dichiarazioni
Il momento in casa blucerchiata è di quelli a dir poco delicati. La Sampdoria si appresta a scendere in campo allo stadio Luigi Ferraris per affrontare la Virtus Entella nel match valido per la decima giornata del campionato di Serie B. Per la squadra allenata da Luca D’Angelo, impantanata nelle sabbie mobili della zona retrocessione e reduce da settimane ad altissima tensione, la sfida contro i liguri rappresenta un vero e proprio bivio stagionale. Tra il malumore crescente della tifoseria e una classifica che piange, l’ambiente doriano chiede una risposta di carattere immediata per evitare il baratro.
L’affondo di Nicolini sugli ingaggi e la pressione nei calciatori
A mettere il dito nella piaga è stato Enrico Nicolini, ex calciatore e bandiera del club, intervenuto in qualità di opinionista negli studi di Telenord. Il suo giudizio sull’atteggiamento dei giocatori doriani e sulle scuse legate alla pressione della piazza è stato senza peli sulla lingua:
«Se tu vieni alla Sampdoria, guadagni i soldi dal club perché sicuramente i giocatori blucerchiati guadagnano molto di più che ad esempio a Modena, o a Chiavari per restare in Liguria. Però devi dare anche per quello che guadagni, la pressione la devi gestire. Dunque non può essere una giustificazione il fatto che giochi a Marassi di fronte a 20-25 mila persone e ti impaurisci. No, allora fai un’altra roba».
La comprensione della protesta: le parole di Nicolini sulla tifoseria
L’analisi di Enrico Nicolini si è poi focalizzata sulla contestazione che sta montando attorno al club, giustificando la frustrazione del popolo blucerchiato dopo anni di sofferenze sportive e gestionali:
«La Sampdoria è ultima in classifica, sono quattro anni che naviga in mezzo al mare senza sapere qual è la rotta, quindi la gente è stanca, è stufa, c’è poco da fare, dunque qualsiasi situazione ripeto, sempre nel limite del rispetto, ci mancherebbe, però va anche capita».
Un monito chiaro e diretto: contro la Virtus Entella non ci saranno più alibi per gli uomini di Luca D’Angelo.