Benvenuto riassume Ascoli-Samp: «Dal palo al gol in autorete! In sintesi, il momento blucerchiato» – Samp News 24
Campionato

Benvenuto riassume Ascoli-Samp: «Dal palo al gol in autorete! In sintesi, il momento blucerchiato»

Il giornalista Marco Benvenuto ha analizzato la sconfitta che la Sampdoria ha rimediato allo stadio “Del Duca” contro l’Ascoli nell’ultimo turno di campionato

La pesante battuta d’arresto rimediata allo stadio “Del Duca” contro l’Ascoli ha fatto sprofondare la Sampdoria al penultimo posto in classifica, inchiodandola a quota cinque punti e riaccendendo tutti i timori legati a un avvio di stagione estremamente complicato. Il tracollo in terra marchigiana, deciso dalle reti e dagli episodi sfortunati, continua a far discutere tifosi e addetti ai lavori. Sulla delicata situazione tecnica e sul momento della squadra è intervenuto con un’analisi lucida e senza filtri il giornalista Marco Benvenuto, che attraverso Facebook ha sezionato pregi, difetti e prospettive future della gestione di Luca D’Angelo.

Ultimissime Sampdoria LIVE: la conferenza di D’Angelo e il nostro editoriale sui blucerchiati

Sampdoria e la dura legge del campo

La prestazione offerta dalla squadra ha evidenziato limiti strutturali importanti, uniti a errori individuali che a questi livelli si pagano a caro prezzo. La partita del Del Duca ha mostrato una formazione generosa ma fragile nei momenti chiave, punita dalla cinica organizzazione dei padroni di casa. A commentare nel dettaglio la disfatta e l’impatto con la dura realtà del campo è stato Marco Benvenuto, le cui considerazioni social offrono uno spaccato impietoso ma veritiero del momento blucerchiato attraverso le seguenti parole racchiuse nei caporali:

«Dal palo al gol in autorete: in sintesi, il momento Samp. C’è molto cammino da fare, ma la sconfitta con l’Ascoli non cambia nulla al futuro doriano. Prima regola, Clarice: semplicità. Leggi Marco Aurelio: di ogni singola cosa che vedi, chiediti che cos’è in sé, qual è la sua natura. Parola del dottor Hannibal Lecter. Aggressivi, intensi, verticali, con la bava alla bocca e le mutande del giorno prima. Lasciamo al fighettume le costruzioni dal basso, che sono robe da geometri e da cantieri edili, non affari da rettangolo verde. Ma la dura legge del campo, oggi, ci presenta un conto salatissimo. A partire dall’‘obbligo , per il tecnico doriano, di schierare la formazione fotocopia di Bolzano.

La Samp cede, perde il match, ma non l’anima. Perché con Luca D’Angelo in panchina la palla viaggia pur sempre in verticale, secondo i sacri dettami della Dea Eupalla e la regola della Minima Azione. Solo che stavolta il piano di battaglia si è inceppato sul più bello, piegato anche da un Ascoli cinico, organizzato e maledettamente bravo a sfruttare ogni singolo varco offerto dal destino. Un avversario tosto, capace di soffrire quando serve per poi colpire con freddezza chirurgica».

Sampdoria tra errori difensivi e occasioni sprecate

Analizzando le singole azioni che hanno deciso la contesa, emergono con chiarezza i dati allarmanti legati alle disattenzioni difensive e alla scarsa concretezza sottoporta. Dagli errori in marcatura alle ingenuità sottoporta che gridano vendetta, la strada da percorrere per trovare la quadratura del cerchio è ancora lunghissima. Sulle specifiche responsabilità individuali e sui numeri impietosi registrati dalla squadra nel corso della gara, l’intervento del giornalista prosegue evidenziando le criticità tecniche con queste parole:

«Il gol di Silipo — diventato un rebus irrisolvibile per la retroguardia blucerchiata — che decide la contesa nasce da un combinato disposto di errori che grida vendetta, mettendo sotto accusa una difesa fino a quel momento sugli scudi. Sbaglia, e si fa ingenuamente ammonire, Delli Carri in avvio di azione. Sbaglia Ferrari nel tentare l’anticipo su un Brunori ispiratissimo, che dipinge il cross perfetto. Poi, sulla conclusione di Silipo, Krastev potrebbe fare francamente qualcosa di più: la palla gli scivola beffarda sotto la pancia, facendoci rimpiangere il portiere ben più solido e reattivo visto a Bolzano.

I numeri, del resto, non mentono e fotografano una ferita aperta: la Samp commette ben 5 errori a gara che conducono al gol avversario, contro una media campionato di appena uno e mezzo. Un dato impietoso su cui il mister dovrà lavorare parecchio. In attacco la musica non cambia. Mette i brividi, e fa infuriare non poco, la sciocchezza combinata da Begic al minuto 58’59”, capace di fallire una soluzione praticamente già scritta.

Incredibile divorarsi un’occasione del genere, mentre Lauritsen continua a girare per il campo in versione impalpabile, lontano parente del terminale d’attacco che ci serve. Le prime vere contromosse di D’Angelo arrivano al minuto 63: dentro Gartemann (al posto di un Ferrari palesemente in affanno) e Tutino (per Makoumbou) nel tentativo di raddrizzare la barca e gettare cuore e peso specifico nella mischia».

Sampdoria e lo spirito indomito: la visione di Benvenuto per il futuro

Nonostante la classifica pianga e le difficoltà si susseguano senza sosta, l’identità impressa dal nuovo allenatore sembra tracciare una via fatta di carattere, tigna e attaccamento alla maglia. L’esordio in prima squadra del giovane Diop rappresenta un segnale di coraggio e programmazione che fa ben sperare per il futuro. Tirando le somme sul percorso intrapreso e sull’atteggiamento da mantenere in vista del prossimo e insidioso derby contro la Virtus Entella, Marco Benvenuto conclude la sua analisi con un’esortazione chiara racchiusa in questo passaggio:

«Eppure, nonostante la frittata sia fatta, il punteggio premi il merito e la scaltrezza dell’Ascoli e ci veda uscire a bocca asciutta, l’imprinting del tecnico resta scolpito nella pietra: si spera che non sia quella che ci teniamo legata al collo dall’inizio del campiopnato. Il primo tempo era stato lo specchio fedele di questo nuovo corso: lo scontro frontale tra il fumo del “giochismo” e la granitica praticità di un tecnico che, sbarcato a Genova con le valigie ancora da disfare, ha avuto giusto il tempo di capire da che parte scotta l’acqua della doccia. Cecconi e Di Pardo avevano stretto le linee con ferocia, la difesa si era saldata attorno ai centrali spazzando via tutto senza fronzoli, nel solco del grande Paron Nereo Rocco.

Al minuto 27′ e 38” avevamo persino applaudito Lauritsen mentre raddoppiava generosamente in copertura, e si era visto un Verschaeren magari non brillante palla al piede, ma pronto a fare legna e sacrificarsi per la maglia. Si perde, d’accordo, anche perché quando trovi di fronte un Ascoli così quadrato i regali si pagano a caro prezzo. Brucia anche il palo , trovato, un attimo prima del gol. Del resto il calcio è un’episodio a ciclo costante. Ma l’elmo e la spada non si posano mai. Questa Samp deve essere ruvida, affamata, verticale, plasmata sulla tigna che piace a noi.

Le sconfitte bruciano, eccome se bruciano, ma con un condottiero come D’Angelo in panchina e questo spirito indomito, la strada è tracciata. Quello che è a disposizione di D’Angelo è sotto gli occhi di tutti. Merito di D’Angelo quello di guardare ai giovani e oggi arriva l’esordio di Diop. Avanti Samp, testa alta e muso duro: la battaglia è appena iniziata. Il derby con l’Entella ha già il sapore della tregenda».

LA PLAYLIST DELLE NOSTRE TOP NEWS

×