AIC, Calcagno: «Porte chiuse unica soluzione». E sul rischio contagio…

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I calciatori di Serie A non sono esenti dal pericolo contagio. Porte chiuse unica soluzione e attenzione massima alle regole di prevenzione

Il pericolo contagio e le conseguenti porte chiuse vogliono tutelare anche la categoria dei calciatori. Le 21 regole per evitare il contagio sono state consegnate ai diretti interessati ma il rischio resta sempre molto alto: «Oggi l’unica cosa fattibile sono le porte chiuse, noi abbiamo interpellato anche l’associazione dei medici sportivi, affinché vengano messe in atto tutte le tutele per garantire la sicurezza sul lavoro dei calciatori e delle loro famiglie. Non si può parlare di rischio zero, ma l’ambiente di lavoro dovrà essere trattato nei modi più opportuni. E noi imporremo di rispettare al massimo le indicazioni del governo» precisa Umberto Calcagno, Vicepresidente AIC ai taccuini di Tuttomercatoweb.com.

«Un metro di distanza in campo? È chiaro che qualche criticità c’è, ma non dimentichiamo il presupposto da cui partiamo. Oggi c’è senza dubbio un forte senso di responsabilità della nostra categoria che si sta esponendo a un rischio, che oggi è calcolato, ma va rivalutato giorno dopo giorno, per mandare avanti un mondo che offre lavoro a tante persone. Abbiamo ascoltato i nostri rappresentanti in tutte le squadre e siamo in perenne contatto con le autorità governative, con la FIGC e come ho detto con l’associazione dei medici sportivi. In caso di contagio? È il motivo per il quale tutte le considerazioni sono valide solo al momento. Riuscire a prevedere cosa succederà è impossibile, stiamo cercando di limitare al massimo il rischio, ma resta una situazione difficile».