Andersen confessa: «Missione sesto posto». E sul mercato…

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Andersen a ruota libera: «Questa squadra vale il sesto posto, parola mia. La Sampdoria è l’ambiente ideale per me»

Joachim Andersen è certamente una delle sorprese più liete di questo inizio di stagione della Sampdoria. Se le qualità del danese si erano già intraviste verso la fine dello scorso anno quando il tecnico doriano Marco Giampaolo gli aveva affidato la maglia da titolare, in questo campionato il centrale si è messo in mostra come uno dei gioielli più splendenti della squadra blucerchiata. Le voci di mercato già impazzano, ma Andersen sembra voler mantenere i piedi ben piantati a terra: «Non guardo il futuro, mi interessa l’oggi. E posso solo dirmi soddisfatto di quello che sta succedendo intorno a me. Il primo anno era quello dell’apprendimento. La Sampdoria rappresenta un ambiente ideale in questo senso. Mi ha aiutato a crescere, l’intesa con i compagni è migliorata, ora poi ce ne sono molti di più che parlano inglese. Anche Giampaolo è stato fondamentale. Ci aiuta a giocare bene, la squadra è sempre cortissima, così fai progressi in fretta».

Se la Sampdoria occupa una posizione di tutto rispetto in campionato il merito non è solo della difesa, mai a tenuta stagna come in questa stagione, ma dell’intera squadra. Squadra che, secondo Andersen, ha grandi potenzialità: «Stiamo facendo tutti un buon lavoro – ha affermato l’ex Twente ai taccuini de La Gazzetta dello Sport, per i palloni recuperati è fondamentale il linguaggio del corpo dell’avversario. L’anticipo avviene prima di tutto con la testa, e solo dopo con il corpo. Ma senza l’aiuto di tutti non potrei fare nulla. Le voci di mercato? Adesso mi interessa solo la Samp, davvero: per il domani, vedremo più avanti. Devo ancora crescere proprio sotto questo aspetto, qui l’attenzione è altissima, non mi era mai successo prima. Ma vado avanti senza preoccuparmi troppo. Non dobbiamo nasconderci, basta guardare come giochiamo: questa squadra, parola mia, vale il sesto posto in campionato. Proviamoci».

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