SN24 - Cincotta: «Ho dato tutto per la Sampdoria, le Women si salveranno. Sull'esonero...»
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SN24 – Cincotta: «Ho dato tutto per la Sampdoria, le Women si salveranno. Sull’esonero…»

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Esclusiva SampNews24 – Antonio Cincotta racconta i due anni vissuti sulla panchina della Sampdoria Women tra salvezza, esonero ed emozioni

Dalla miracolosa salvezza dell’anno scorso all’esonero di pochi giorni fa. Antonio Cincotta ha scelto i microfoni di sampnews24 per raccontare tutte le emozioni vissute sulla panchina della Sampdoria Women nel corso di un biennio che resterà impresso nella storia del club blucerchiato.

MESSAGGI D’AFFETTO – «Sono stato letteralmente investito da questa esplosione d’amore da parte delle calciatrici, è stato meraviglioso leggere tutti i loro messaggi. Le ragazze mi hanno riempito d’affetto appena è uscita la notizia e questo mi ha fatto capire che il mio lavoro è stato molto amato. È la miglior cosa che potessi chiedere a me stesso. L’alchimia umana è stata incredibile e irripetibile. A noi bastava uno sguardo per capirci ed esprimere l’amore che provavamo l’uno per l’altra».

CREARE LA SAMPDORIA WOMEN – «Lo scorso anno c’è stata la grandissima difficoltà del fatto che la Sampdoria non esistesse. Non siamo partiti dalla cantina, ma dal sottocantina. Abbiamo bruciato ogni tappa e ci siamo lasciati dietro squadre con budget superiori in termini di milioni di euro. Non ci dimentichiamo che la Fiorentina ha un budget quattro volte più grande del nostro».

INFORTUNI – «In questa stagione ho allenato la squadra al completo solo nelle prime sei giornate, in queste sei giornate abbiamo vinto le prime tre partite e abbiamo fatto tremare Juventus, Inter e Fiorentina. Finché la squadra c’è stata, abbiamo fatto grandissime cose. Poi è arrivato novembre… Fino a oggi, purtroppo, ho dovuto allenare la squadra senza poter disporre di sette, otto, nove giocatrici. Con il reparto offensivo sempre mutilato. Era evidente che fosse impossibile a livello tecnico. Abbiamo dimostrato di essere molto forti, ma non siamo in grado di sopperire a nove assenze, non abbiamo una rosa da Champions League».

GAGO – «La Sampdoria dispone della calciatrice più forte della Serie A insieme a Chawinga, si chiama Kelly Gago. Da fine ottobre non ho mai potuto utilizzarla. Lei spacca gli equilibri della partita, è un fenomeno. Sotto porta deve migliorare, ma ha dimostrato di avere una forza al pari di Chawinga, di cui tutta Europa parla. Nessuno in Serie A può avere Gago».

RAMMARICO – «Il rammarico è che stanno tornando tutte le calciatrici dopo quattro mesi di assenza e mi dispiace non poter portare avanti il mio compito visto che, dopo mesi di distruzione, ora la squadra tornerà».

ESONERO – «Io sto giocando senza Gago, Baldi, Rincon, Cedeno, Spinelli, Pisani e contro la Roma, dopo dieci minuti, si rompe il crociato Fallico. In tutto questo andiamo a vincere a Milano, 4-3 in rimonta, e soltanto ai rigori non raggiungiamo la semifinale di Coppa Italia. Siamo l’unica squadra che è riuscita a non subire gol dalla Roma per 86 minuti. Non potevo aspettarmi un esonero, tutto questo con le assenze protratte da mesi. Non me lo so spiegare, ma non ho nessuna polemica né rancore. Ho sempre dato il meglio di me verso tutte le ragazze, i dirigenti e il club. Non c’erano problemi di spogliatoio, anzi c’era un ambiente bellissimo».

SALVEZZA – «Mai messa in dubbio la salvezza. Si salveranno. Ora tornerà il gruppo al completo, insieme sono fortissime. La mia energia è con loro e io potrò sorridere solo quando le vedrò salve. Per poter dire che in questi due anni ce l’abbiamo fatta, anche se non siederò in panchina la mia energia mentale sarà con loro. Tante ragazze mi hanno detto di voler vincere per me. Sono frasi che non si dicono mai a caso. Voglio essere discreto e con grande eleganza non mi presenterò allo stadio per vederle, non lo ritengo giusto nei confronti di chi sta dirigendo ora gli allenamenti. In bocca al lupo al nuovo allenatore. Io voglio bene a tutti, sono stato bene. Un altro allenatore avrebbe sparato contro tutti, io non ho neanche un sassolino nelle scarpe. Nonostante le dieci sconfitte consecutive, a livello di gestione sono riuscito a tenere la barca dritta nonostante fosse facile farla affondare. E l’ho fatto con grande amore».

CESSIONE SOCIETARIA – «Ringrazio tutti i dirigenti perché nelle difficoltà quotidiane ci hanno sempre trasmesso ottimismo e fatto capire che in qualche modo ne saremo usciti fuori. Il gruppo di persone intorno a noi ci ha sempre supportato. Non abbiamo mai usato il problema societario come un alibi, tutti si sono dati da fare. E anche noi, colmi di difficoltà tecniche, abbiamo onorato la maglia. Voglio fare un complimento alla Sampdoria che combatte per vivere».

SCONFITTE CON COMO E PARMA – «La gara contro il Como al Ferraris ha avuto un impatto emotivo che ci ha fatto tremare le gambe, per la prima volta davanti al nostro pubblico è stato difficile controllare le emozioni. Sulla gara di Parma, al Tardini, noi il mercoledì precedente abbiamo fatto una rimonta contro l’Inter. Dopo tre giorni siamo andati a Parma senza sostituzioni possibili e la rosa contata: era impossibile. Non avevo neanche Cedeno, è entrata negli ultimi cinque minuti perché si era fatta male. Per noi così è troppo difficile: minuti, partita, pochi cambi, tante assenze. Siamo andati incontro a troppe difficoltà».

OLIVIERO E GIORDANO – «Sono due terzini di prospettiva internazionale perché hanno una forza fisica straordinaria che può permettere loro di fare il grande salto».

CONC – «Purtroppo ha avuto una lesione muscolare molto importante. Quando ci sono infortuni così gravi, torni disponibile ma non sei guarito completamente. Per riprendere la forma ci vuole del tempo. Quando è rientrata ha fatto anche la titolare».

TARENZI «Rappresenta il top. È brava lontana dalla porta e nel gioco aereo, ha una capacità mentale di reggere le pressioni che la rende una donna modello per tutte le giovani in Italia. In un contesto che le ha dato poche palle giocabili, anche lei ha riscontrato qualche difficoltà in più. Ma non per sue responsabilità, tutti abbiamo dovuto essere un po’ operai. Tarenzi è stata la persona più importante, che più mi ha ispirato nella mia vita da allenatore. È la mia ispiratrice, il mio modello».

CEDENO «Le faccio un complimento pubblico per la qualificazione ai Mondiali con Panama. È brava, un attaccante valido dentro l’area di rigore e va servita in un certo modo per apprezzarne le qualità. Lineth ha un grande futuro: è giovanissima, deve continuare questo percorso ma è stato un bell’acquisto. Peccato che negli scontri diretti non la avessi a disposizione. Mi riferisco al Parma, al Pomigliano… Era sempre infortunata, questo è un mio grande rammarico».

PISANI-SPINELLI «Sono l’estensione di mister Cincotta in campo. Io ho fatto il difensore, le capacità di lettura di Giorgia e l’aggressività di Elena, come ho sempre detto, sono due fattori importanti. Le ammiro, le stimo, mi ha fatto piacere quando hanno detto su di me “Cincotta ci ha letteralmente preso per mano”. Io ho cercato di farle diventare due difensori di livello europeo, spero possano continuare e togliersi la soddisfazione di giocare in Nazionale».

BONFANTINI – «Ho una scommessa con lei. Mi ha detto che in poco tempo le ho insegnato così tanto, così le ho detto di portarmi una maglietta col suo autografo se andrà ai Mondiali con l’Italia. La Sampdoria con Gago e Bonfantini, senza dimenticarci di Tarenzi, Rincon e Baldi, è destinata a fare quello che ha fatto con me all’inizio quando la squadra era al completo. Ossia vincere, vincere, vincere. Abbiamo brillato tanto insieme».

INSEGNAMENTO – «Mi hanno insegnato l’importanza dell’ascolto, questo è un gruppo che ha cambiato il mio modo di allenare. Volevano sentirsi ascoltate, mi hanno fatto capire di dover parlare meno e ascoltare di più. Ed è quello che ho cercato di fare in questi due anni: sono loro che mi hanno preso per mano e reso un allenatore più completo e attento alla valorizzazione del gruppo. Oltre all’attenzione e alla sensibilità dell’essere umano. Due anni e mezzo fa non avevo queste qualità. È stata un’esperienza difficile e tutti ci siamo aiutati a crescere».

NAZIONALE – «Mi vedrete su qualche pista da sci o campo di padel. Per staccare un po’ vorrei dedicarmi alle mie passioni. Mi piacerebbe andare in montagna, sciare un po’ e fare trekking. Come cantava Irene Grandi “vivo in vacanza da una vita”, sono dieci anni che sono in panchina. Ora penso alla vacanza. Tutte le mie energie, tutto il mio cuore è rivolto alla Sampdoria. Ho qui una dedica che mi ha fatto Pisani sul fatto che mi sia spremuto per il bene del club. Questo per dire che, ora, non ho energie per nulla di diverso che vedere le mie ragazze salvarsi. Ce l’ho messa tutta, e nell’ultimo miglio spero solo di vederle lì».

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