Audero tuona: «Non siamo diventati scarponi»

© foto Db Genova 04/11/2018 - campionato di calcio serie A / Sampdoria-Torino / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Emil Audero

Audero alza la voce: «Quattro gol in nove partite erano pochi, ma ora non siamo scarponi. Col Bologna abbiamo troppo bisogno di vincere»

La partita in programma sabato sera al “Ferraris” fra Sampdoria e Bologna, se fossero andate diversamente le cose sul mercato, si sarebbe potuta giocare a “porte invertite”. Sì, perché i blucerchiati hanno inseguito a lungo Lucasz Skorupski, poi approdato in Emilia nell’ambito dello scambio con Antonio Mirante, andato a Roma.  Mentre si credeva che Emil Audero potesse seguire il suo mentore Filippo Inzaghi, dopo la positiva esperienza di Venezia, anche in Serie A: «Di per sé c’è sempre stata la voce, ma offerte concrete non mi sono mai arrivate. Ovviamente tante cose, diciamo il dietro mercato non lo conosco, da quel che so si diceva che Inzaghi potesse portare a Bologna alcuni dei suoi giocatori di Venezia, Pinato, Stulac, io… alla fine però non c’è andato nessuno».

Inzaghi si gioca la panchina rossoblù nella partita contro la Sampdoria. Nonostante i pochi punti fatti in questo inizio di campionato, per Audero si tratta di un allenatore molto capace, che potrà mettere in seria difficoltà la compagine genovese: «Bada tanto alla compattezza di squadra, difensiva, all’essere tosti. Il modulo è rimasto lo stesso, è cambiata piuttosto la categoria e quindi anche la qualità degli interpreti. E’ normale che ci siano aggiustamenti, ma la sua impronta è la stessa. Prepara molto i calci piazzati, dovremo stare attenti. Zona o uomo? Io ultimamente ormai sto lavorando a zona. Anche se magari – confessa il portiere a Il Secolo XIX – quando hai davanti un Chiellini non saprei… Ci sono i pro e i contro. In tutti e due hai casi hai bisogno di molta attenzione, malizia e furbizia, ma soprattutto quando fai la zona perché tu stai fermo e devi andare a cercare palla. Attivarti al momento giusto. Se ritardi, gli avversari ti entrano dentro. Tutti devono lavorare bene».

Per quanto riguarda il periodo dei blucerchiati, Audero ci tiene a scacciare ogni possibile fantasma: «Non ci sta girando nel modo giusto, magari qualche errore di troppo, qualche piccola incomprensione, un po’ di calo, un po’ di sfortuna. Ma nonostante le sconfitte prima o poi i frutti li raccoglieremo. Sono convinto che il vento cambierà. Siamo usciti dal derby con la sensazione di aver ritrovato compattezza. I quattro gol subiti in nove partite sono dati fuori dalla nostra realtà, anche se piacevoli. Allo stesso tempo non sono nemmeno giusti questi qui, undici gol in tre gare sono troppi. Le prime partite abbiamo capito di poter esprimere belle cose, ora non siamo diventati scarponi. Forse basta una vittoria per ricalibrare tanti parametri»

Audero si sta affermando come uno dei portieri più performanti della Serie A, un rendimento in pochi si sarebbero aspettati, data anche la poca esperienza dell’estremo difensore scuola Juventus: «Sto imparando partita dopo partita. Tante cose, specialmente tecniche, approfondite. Il salto di categoria è notevole. Sia alle critiche che ai complimenti cerco sempre di fare un po’ la tara. Quello che ci vorrebbe adesso è una bella prestazione con il Bologna. Una squadra tosta, fisica, ci sta anche che possa interpretare la gara puntando sulle ripartenze. Noi però – chiude il numero uno blucerchiato – abbiamo troppo bisogno di vincere».

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