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Audero: «Sono nella storia della Sampdoria. Futuro? So quello che voglio»

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Emil Audero, portiere della Sampdoria, ha fatto il punto sul suo campionato e sul futuro in blucerchiato: le sue parole

Emil Audero, portiere della Sampdoria, ha fatto il punto sul suo campionato e sul futuro in blucerchiato: le sue parole a La Gazzetta dello Sport.

PARATA DERBY«Non tanto per il gesto tecnico, quanto perché fu una gara spartiacque. Sul momento neppure esultai, perché magari uno prende gol un attimo dopo. E, comunque, nulla era deciso per la salvezza. Vivevamo un tempo sospeso in una stagione non entusiasmante».

MANIFESTI PER GENOVA«Sono entrato nella storia del club, perché un episodio di quel genere è stato pazzesco. Nell’immaginario quella parata valeva un gol. E i punti in palio di quella partita non erano tre, ma sei, dieci, cento… Se non avessimo vinto lì, come sarebbe finito il campionato. Poi, a testa libera, battemmo la Fiorentina in corsa per l’Europa».

PERIODO DIFFICILE«Però quando poi sono rientrato a Venezia ero felicissimo di giocare di nuovo, ed a parte la gara con la Salernitana ho fatto prestazioni sempre positive. Siamo stati bravi tutti, ma è indubbio che quella gara alla fine ebbe un peso enorme. Perciò a fine partita scoppiai a piangere. Vennero fuori le tensioni accumulate in tutto il periodo. Mi auguro che la prossima stagione sia diversa. Sarà un campionato tosto, ma ci conosciamo già e questo può essere un aiuto importante».

CAMPIONATO A PEZZI«Si tratta di una cosa nuova per tutti. A mio avviso possono risentirne di più le squadre di prima fascia perché avranno molti giocatori in nazionale. Talvolta ci sono infortuni, penso a quanto accaduto a Chiesa per la Juventus, che poi condizionano l’intera stagione. Credo che bisognerà essere più bravi a gestire il cammino sino alla sosta, rispetto alla pausa in se stessa. Ho sempre sostenuto che chi gioca le coppe fa uno sport a parte».

PORTIERE«Oggi non si vede più un portiere che non sappia giocare con i piedi, è una caratteristica che fa parte dei portieri di oggi. Poi, secondo me, l’anno scorso ci sono stati però tanti errori, anche se va distinto il concetto fra sbaglio tecnico o concettuale. Il primo può capitare a tutti, anche quando fai uno stop. Diverso è il caso se hai cento uomini in area e tu vuoi comunque giocare il pallone. Lì la vecchia palla lunga non fa male a nessuno…».

ALLENAMENTO«Per me è giusto giocare anche sotto pressione, ma senza esagerare. Aggiungo poi che al giorno d’oggi un portiere viene allenato a queste situazioni di gioco, una volta si lavorava meno su questo. Non è solo una richiesta dell’allenatore ma del preparatore stesso dei portieri».

CESSIONE«Innanzitutto mi auguro che ciò avvenga per avere più chiarezza. Oggi si sentono tante cose… Personalmente, però, fino a quando non stringerò la mano al nuovo presidente non ci farò tanto caso. Auspico solo una società solida e forte».

SAMPDORIA SCUDETTO«La Samp secondo me ha tutto per poter sognare in grande, ricordando quello che seppe fare trent’anni fa. O che, in tempi recenti, ha fatto ad esempio l’Atalanta. Se rivedo quelle immagini dei primi anni Novanta, non è poi un’epoca così lontana. E poi qui si sta finalmente ultimando il nuovo centro sportivo».

FUTURO«Mi sto affezionando ogni giorno di più a questa maglia, e in questi anni ho passato momenti belli, ma anche difficili, con l’orgoglio di essere stato decisivo nella storia di questo club, quella parata nell’ultimo campionato rimarrà lì. Ora voglio dare continuità al mio rendimento, cercando di giocare il più possibile. Ricordo che nella mia prima stagione all’inizio ci giocammo l’Europa con l’Atalanta».

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