Basso, il tennista tifoso: «Sampdoria è serenità»

© foto SampTV

Andrea Basso, tennista professionista per il Park Tennis Genova, racconta la sua passione per la Sampdoria: «Sono cresciuto con Flachi e Bazzani»

La fede blucerchiata colora anche i campi da tennis: Andrea Basso, tennista professionista del Park Tennis Genova, si racconta ai microfoni di SampTV. La passione per la Sampdoria, tramandata da nonni e genitori, è una costante nella sua vita di sportivo: i suoi idoli, a parte i giocatori blucerchiati dell’infanzia, sono i colleghi tennisti del passato e del presente da Borg a Federer. Il numero 332 del mondo parte dalle prime esperienze allo stadio per raccontare il suo essere tifoso: «I miei genitori mi hanno trasmesso la passione per la Sampdoria, sono grandissimi tifosi da sempre. La prima partita che mi viene in mente è il preliminare di Champions League, nonostante abbiamo perso è stata una grande emozione veder suonare l’inno a Marassi con i colori blucerchiati. La prima volta allo stadio fu in occasione di Sampdoria-Perugia, partita vinta allo scadere, l’atmosfera dello stadio mi ha fatto innamorare di questi colori. Sono cresciuto con la Sampdoria di Flachi e Bazzani, poi siamo passati a Cassano e Pazzini, oggi continuiamo con Quagliarella e Zapata».

Il tennis è non solo una passione, ma anche un vero e proprio lavoro: «Mio padre è maestro di tennis, fin da subito mi sono avvicinato a questo sport senza avere grandi dubbi. Ho praticato anche calcio e nuoto, ma la passione è stata sempre per il tennis. Verso i quattordici anni ho iniziato a vincere qualche partita in più e ho deciso di provare nel professionismo. La rivalità tra Borg e McEnroe ha ispirato tantissimi tennisti, io mi rivedo più nel primo, era una persona tranquilla e pacata rispetto al secondo che infiammava la platea. Sono cresciuto nell’era di Agassi e Sampras, del primo mi è sempre piaciuto il modo di stare in campo e il tempo sulla palla. Per tutti i ragazzi della mia età l’idolo indiscusso è Roger Federer, tutti ci ispiriamo a lui e a quello che fa in campo».

Lontano da Genova per motivi sportivi, quando torna a casa coglie sempre l’occasione di seguire la squadra dal vivo: «Da quest’anno faccio parte della squadra di Serie A1 del Park Genova, per difendere lo scudetto vinto l’anno scorso. Mi alleno tra Milano e Sanremo, questo mi impedisce di godermi appieno la città di Genova: quando torno mi piace sfruttare l’occasione di andare allo stadio a guardare la Sampdoria. Agli allenamenti parliamo spesso di calcio, il mio allenatore Narciso tifa Napoli da sempre ed è difficile parlare con lui di calcio perché è troppo tifoso. Mi alleno anche con tanti genoani, il bello è confrontarsi e lo sfottò. Quest’anno la Sampdoria ci sta facendo divertire come ai tempi di Cassano e Pazzini, gli obiettivi magari non saranno così alti, però continuando a fare punti si può alzare l’asticella. Credo che il far divertire il pubblico blucerchiato però sia il vero obiettivo della squadra. Un punto di forza è ovviamente la maglia della Sampdoria, premiata più volte come più bella del mondo, ma non solo: chi conosce la Sampdoria sa la serenità che si respira nell’ambiente del tifo blucerchiato. Il tifoso si gode la partita, non è rabbioso, non prende male la sconfitta, il pubblico ha sempre reagito nel modo giusto: il meglio della Sampdoria sono proprio i suoi tifosi che sono unici e ispirano serenità».