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Bazzani: «Spero nella cessione della Sampdoria. Giampaolo? Farà meglio»

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Fabio Bazzani, ex attaccante della Sampdoria, ha fatto il punto sul club blucerchiato: da Giampaolo agli attaccanti in rosa

Fabio Bazzani, ex attaccante della Sampdoria, ha fatto il punto sul club blucerchiato: da Marco Giampaolo agli attaccanti in rosa. Le sue parole a Il Secolo XIX.

BOLOGNA – «La chiamata di Sinisa, nella mia città, mi ha stimolato molto, mi piace provare nuove esperienze. Sono mesi che mi hanno arricchito, ho lavorato con un grande allenatore e grande uomo come Mihajlovic. Però ho capito che il ruolo di collaboratore non mi accendeva del tutto. E ho preferito fare un passo indietro».

SAMPDORIA – «Nella prima metà, con D’Aversa faticava ad avere un’identità chiara, faceva buone cose ma senza continuità. Con Giampaolo le cose non sono andate bene subito, meglio nel finale però per il suo calcio, i suoi insegnamenti tattici, ha bisogno di lavorare dal ritiro: quest’anno potrà fare fare meglio. In annate così travagliate, tra questioni societarie e cambi di tecnici, se salvi la pelle hai hai già fato molto».

DISTRAZIONI CESSIONE – «Nell’inconscio, non avere stabilità incide, non è facile pensare solo al campo. Già l’ultimo anno però i ragazzi si sono “allenati” a questo clima, bisogna essere bravi a conviverci. E convivere anche con l’avvento delle proprietà estere. Al di là della bandiera dei nuovi proprietari, spero che la società si stabilizzi presto, che qualcuno la compri e sia in grado di supportare la passione del grande tifo blucerchiato».

AMORE TIFOSI«Sarebbe facile dire che se metti la maglia della Samp, fai abbastanza bene, vinci tre derby in un anno e fai gol è normale che sia così. Io credo che sia perchè sanno che ho dato tutto quello che potevo ogni domenica. Alla festa Ultras ho sentito l’affetto sulla pelle, ma lo sento pure a distanza. La Samp di Novellino aveva gran carattere, onorava la maglia dal 1 al 95, c’era reciproca immedesimazione con i tifosi».

LANNA «Si fa sempre più fatica a trovare giocatori che si identificano nella gente, ma vale per tutte le squadre. Prima c’erano più contatti, si andava nei club, ora meno e con la pandemia è stato ancora peggio. È un qualcosa da ritrovare: se oltre a giocare per te stesso senti la maglia, la tua gente, dai qualcosa in più, vivi una magia che va oltre il professionismo. Non ci sono stadi migliori del Ferraris e tifoseria migliore di quella blucerchiata per provarlo e spero accada quest’anno. Se hai sangue e orgoglio non puoi non accendere il motore: il tifo della Samp ti trascina da solo».

FLACHI«Ha dimostrato la nostra forte amicizia. Con lui è stato feeling a prima vista non solo perché eravamo complementari, ci bastava uno sguardo, zero invidie, fece di tutto per farmi ambientare perchè volevamo vincere per la Samp».

ATTACCANTI«Quagliarella se centellinato è un valore aggiunto, ha grande qualità. Ho visto Gabbiadini in Romagna, ha la fame giusta negli occhi, torna ed è impor- tantissimo. Caputo è un maestro nell’attaccare la profondità negli ultimi metri, secondo solo a Immobile, gran finalizzatore. Manca la punta di stazza ma non è detto che Giampaolo la voglia per il suo calcio».

SABIRI SECONDA PUNTA«Sì, può fare la seconda punta, ha qualità, dribbling, tiro, è moderno. Deve crescere, è da poco in A ma si è presentato molto bene, un gol nel derby è un bel biglietto da visita».

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