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Sampdoria, Bazzani: «Caputo-Quagliarella? Meglio uno alla volta»

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Fabio Bazzani, ex attaccante della Sampdoria, ha fatto il punto sulla squadra di Roberto D’Aversa e sulla trasferta a Salerno: le sue parole

Fabio Bazzani, ex attaccante della Sampdoria, ha fatto il punto sulla squadra di Roberto D’Aversa: le parole sulla conferma del tecnico, sul dualismo tra Ciccio Caputo e Fabio Quagliarella e sulla classifica dei blucerchiati a Il Secolo XIX.

RICORDI PASSATI«Sono passati tanti anni. Ricordo che fu una gara difficile, combattuta su un campo sempre ostico come quello di Salerno. Vincemmo, sfruttando un episodio: il rigore segnato da Flachi. Eravamo una squadra molto solida e molto sicura dei propri mezzi. Sapevamo di essere un gruppo forte, ben allenato. Quella vittoria ci diede ancora più consapevolezza di poter raggiungere il nostro obiettivo: la promozione in Serie A. Vincere a Salerno non è mai stato facile».

TRASFERTA A SALERNO«È chiaro che la Sampdoria troverà un ambiente molto caldo. Recentemente ho commentato Salernitana Napoli: l’Arechi è un fattore importante. Dà energia e spinta ai giocatori granata. La Salernitana sa che dovrà conquistarsi la salvezza in casa. I blucerchiati dovranno essere pronti a reggere l’urto iniziale della squadra granata. Alla lunga però la Salernitana potrebbe cedere qualcosa e la Sampdoria dovrà essere brava ad approfittarsene. A Salerno bisogna giocare con personalità, restando lucidi nei momenti decisivi».

CONFERMA D’AVERSA«Ho visto la Sampdoria contro il Bologna e non mi è sembrata una squadra né allo sbando, né sfilacciata. Hanno trovato un avversario in fiducia e un grande Skorupski. Mi ero preoccupato di più dopo la trasferta di Torino. Contro il Bologna la Sampdoria ha fatto vedere qualcosa di positivo, per me non merita la classifica che ha. E poi cambiare tecnico è sempre un’incognita. Non hai la certezza di risolvere i problemi. Walter Mazzarri non è l’ultimo arrivato eppure a Cagliari sta facendo fatica».

CAPUTO QUAGLIARELLA«Per le loro caratteristiche faccio fatica a vedere tutti e due in campo dall’inizio. La Sampdoria diventerebbe una squadra troppo piatta. Io in partenza giocherei con uno solo dei due, magari affiancandogli Gabbiadini bravo ad andare tra le linee e tenere legati centrocampo e attacco».

ANNI ALLA SAMPDORIA«Ho tanti ricordi di quei cinque anni. La Sampdoria è stata la parentesi più importante della mia carriera, ho fatto parte di un gruppo straordinario. Ho ancora negli occhi tutti i gol fatti con la maglia blucerchiata, ogni tanto mio figlio li mette su. Il più bello? Quello alla Lazio di testa o quello alla Reggina in Serie A. Ma il più importante fu quello segnato al Cagliari l’anno della promozione».

FLACHI«L’ho già sentito. Se riesco, andrò a vedere il suo ritorno in campo. Sono contento perché so che ha passato dei momenti duri. Il fatto che torni a giocare a 46 anni è qualcosa di straordinario».