Bazzani: «Non mi stupisco di Giampaolo. Schick…»

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Fabio Bazzani ai nostri microfoni: «Lazio squadra da trasferta, conterà l’aspetto psicologico. La Sampdoria è un buon mix tra giovani ed esperti»

Superata anche la prova di domenica scorsa contro il Torino, adesso la Sampdoria dovrà affrontare un’altra squadra che appare tra le più in forma del campionato: al “Ferraris” sabato sera arriverà la Lazio di Simone Inzaghi, reduce da una bruciante sconfitta per 2-0 nel derby contro la Roma. Intervenuto ai nostri microfoni, il doppio ex Fabio Bazzani ha parlato con noi di questa sfida.

La Lazio ha perso solo una volta in trasferta quest’anno, il 20 settembre con il Milan. Che partita ti aspetti a Marassi? La sconfitta nel derby di Roma servirà a spronare la Lazio o ha interrotto una striscia positiva?
«La Lazio ha perso a Milano non avendo neanche giocato, l’ha persa mentalmente. È stata confusionaria e il Milan ha saputo approfittarne. È una squadra da trasferta, è organizzata nella fase difensiva, e uomini come Immobile o Keita sono sempre pronti a colpire. possono fare molto male negli spazi. Questa settimana Inzaghi dovrà fare un lavoro sopratutto psicologico, dopo una partita come il derby sicuramente devi toccare le corde giuste per azzerare tutto e riprendere sicurezza. La Lazio comunque sta facendo un ottimo campionato, tutto passerà da quanto sarà brava a mettersi alle spalle il derby. C’erano tante aspettativa e quindi la delusione è stata grande. La Samp gioca in casa, perciò per i laziali sarà un prova molto importante».

Si era parlato anche di esonero per Giampaolo, ora si sta rivelando la scelta azzeccata. Opinioni sul mister?
«Avevo già detto in passato che l’Empoli aveva fatto una grande scelta, aveva preso un allenatore che sa insegnare calcio, quindi non mi stupisco del suo rendimento con la Samp. Si parlava di esonero perché in Italia appena vengono a mancare due-tre risultati, i tecnici vengono subito messi in discussione. La squadra ha faticato un po’ e sono iniziati i discorsi sulla sua permanenza: ci vuole calma, i giocatori dovevano assimilare le idee. Le sue squadre giocano bene, ma oltre i moduli e la tattica, alla fine sono i giocatori che scendono in campo e fanno la differenza».

Per te, che di Derby contro il Genoa ne hai giocati (e vinti), quanto può aver pesato nel rilancio della stagione il successo nella stracittadina?
«Moltissimo, proprio per l’aspetto psicologico. La Samp veniva da un momento delicato, sembrava che il Genoa fosse favorito e invece i blucerchiati hanno vinto, meritatamente. Questo ha suscitato tanto entusiasmo nell’ambiente, fiducia nei giocatori e autostima. Si è visto un altro tipo di Sampdoria di lì in poi, un altro tipo di campionato. È stato decisamente un bivio».

Da grande attaccante quale sei stato, cosa ne pensi del rendimento di Schick? Tre gol in cinque giorni non sono affatto male
«Direi che è un rendimento assolutamente importante, i numeri parlano chiaro. Schick si sta facendo trovare pronto e sta mettendo in difficoltà Giampaolo, sa che ci può contare anche dal primo minuto. Piacevolissima scoperta e rendimento importante».

E in generale approvi questa politica giovani della Sampdoria? C’è qualche giocatore che non venderesti assolutamente a gennaio, e quale reparto rafforzeresti?
«Bisogna stare molto attenti a toccare gli equilibri. Penso che cambiare in meglio a gennaio non sia mai facile, i giocatori buoni difficilmente te li danno se non hai soldi da spendere. Chi viene, un motivo per cui non gioca c’è. Determinate società devono puntare sui giovani e la Samp fa bene a farlo. Poi, chiaro, se hai la forza di non venderli per qualche anno finché l’offerta diventa irrinunciabile, tanto meglio. Anche per i tifosi penso che sia più bello vedere giovani in campo, che danno tutto per la maglia, piuttosto che giocatori con la pancia piena che magari sono già in parabola discendente. La Samp ha un buon mix di giocatori esperti, come Palombo, Quagliarella, Puggioni, e tanti giovani interessanti».

La vittoria sul Torino ha dimostrato che la Samp può vincere le partite anche soffrendo da grande squadra e poi colpire al momento giusto. Dove può arrivare questa Samp?
«Io credo che sia troppo presto per dirlo, ma ha dimostrato di aver acquisito continuità. Non bisogna comunque alzare troppo l’asticella, perché si rischia di rimanere delusi. Se lavori con tanti giovani, devi dar loro del tempo e i cali ci possono stare. Il Torino è una squadra costruita per l’Europa ed è stato un banco di prova importante. Averla vinta, sapendo pazientare e soffrire, dimostra la maturità che la Samp sta acquisendo; se riesce a completare anche questo step diventa una squadra importante, che può stare tranquillamente nella parte sinistra classifica. Sull’Europa non mi sbilancerei, ci sono tante squadre attrezzate».