
Il giornalista Marco Benvenuto ha commentato la debacle casalinga della Sampdoria contro l’Arezzo avvenuta ieri sera nella 7a giornata di Serie B
Il verdetto del rettangolo di gioco è spietato: la sconfitta casalinga per 1-2 incassata contro l’Arezzo fa sprofondare la Sampdoria all’ultimo posto in classifica in Serie Bkt. Una prestazione sconcertante che ha riacceso la contestazione del pubblico del Luigi Ferraris e provocato durissime reazioni da parte della stampa locale. A tracciare una disamina al vetriolo è stato il giornalista Marco Benvenuto, che attraverso un post sui propri canali social ha messo nel mirino la gestione tecnica guidata da Bernardo Corradi e l’operato della dirigenza.
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La dura accusa di Benvenuto alla gestione della Sampdoria
Nel suo lungo ed elastico intervento, il giornalista Marco Benvenuto non ha usato mezzi termini per descrivere la débâcle Blucerchiata:
«Una Sampdoria guidata da un allenatore calcisticamente ottuso oppure fantozzianamente servile. La motivazione non cambia: il risultato, tragico, è quello di ostinarsi a proporre tra i pali doriani il portiere più scarso di tutti gli otto decenni di storia blucerchiata. Un estremo difensore capace di sgretolare un vantaggio — seppur casuale — prezioso come una goccia di pioggia nel deserto più arido. Vox populi pone fine, con le sue sentenze inappellabili, ad una farsa che ormai ha virato definitivamente in tragedia».
La disamina tattica della Sampdoria e le critiche ai singoli
L’analisi di Benvenuto è poi entrata nel dettaglio delle prestazioni dei singoli calciatori scesi in campo sotto la guida di mister Corradi:
«È questa una Samp acefala, che teoricamente dovrebbe fare riferimento al trapper dal passo babonghiano Makoumbou e che, invece, trascina capacità dinamiche al pari di un ebefrenico catatonico, irrecettivo e franato. E mentre si consumano inutilmente minuti di calcio in estenuanti e sterili appoggi laterali, Bernardo Corradi non è in grado di risolvere l’enigma Verschaeren, mandato a pascolare per latitudini peregrine, orfano di qualsiasi progettualità. Nell’occasione, per pura caratura tecnica, il belga avrebbe potuto raccogliere l’eredità e le incombenze del magnifico Lorenzo, ma così non è stato. Alla bisogna ci si mette pure Delli Carri, che trapassa l’aria con inconcludenti sciabolate, praticando mestieri di cui non ha la minima contezza».
La contestazione del Ferraris e il futuro incerto della Sampdoria
Il clima al fischio finale è diventato incandescente, con la tifoseria stanca di assistere a prestazioni prive di carattere:
«Al rientro in campo, sacrosanti i sonori fischi della tifoseria contro Vindahl, dove la contestazione travalica il singolo ed esplode diretta contro l’arroganza dirigenziale. Correttissimo, composto e dignitoso il comportamento del popolo blucerchiato. Il secondo tempo è pura e implacabile sofferenza: il gol di Chierico non è che la spietata sommatoria dell’inessenza di una squadra ormai palesemente allo sbando, dove gli ultimi scampoli di vita apparente restano solo disperati equilibrismi di quattro poveri cristi parsi lì per caso a dare due calci tra amici. Umiliati, i tifosi reagiscono nell’unico modo che non si vorrebbe mai vedere; ma anche questo dramma è responsabilità diretta di una società priva di ogni ragione d’esistere. Una società sulla quale, dopo questa vergognosa sconfitta contro l’Arezzo, è stata posata una pietra tombale. Ora la Samp è ultima. Più in basso di così, cosa deve ancora accadere?».