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Bereszynski: «Vogliamo l’ottavo posto. Damsgaard? Vi svelo chi mi ricorda»

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Bartosz Bereszynski fa il punto sulla Sampdoria ai taccuini della Gazzetta dello Sport: le sue dichiarazioni

Bartosz Bereszynski fa il punto della situazione: gli obiettivi della Sampdoria, l’Europeo in vista e il derby con Albin Ekdal. Dal ringraziamento ad Antonio Candreva alle parole sui tecnici avuti alla Sampdoria: le sue dichiarazioni alla Gazzetta dello Sport.

IDEA DI DIFESA – «Vi spiego meglio. Io parto da un presupposto. Mi sembra un ragionamento profondamente stupido considerare un difensore tanto più forte quanto maggiore è il numero di cartellini gialli che prende in una stagione. Perché un’ammonizione, a mio giudizio, significa avere commesso un errore e dunque evidenzia un problema. Doppio: per chi commette il fallo e per la sua squadra. Posso perdere dei duelli, certo, anche se in media ne vinco il settanta per cento. Il mio scopo è questo: perché il fallo è un’opzione che cerco sempre di non considerare».

INIZI DIFFICILI – «Quando arrivai in Italia, avevo 24 anni. Non ero più un ragazzo, ma un giocatore già formato. Qui, però, ho dovuto lavorare molto sul piano tattico, ed è stato fondamentale. Un lavoro di cui ho poi beneficiato anche negli anni successivi».

BRAVI MAESTRI – «A cominciare da Giampaolo. Ma mi sto trovando molto bene con Ranieri, anche perché la sua difesa a tre ben si adatta con il gioco che Paulo Sousa, il nostro c.t. della Polonia, fa in nazionale. Lui cura moltissimo gli aspetti tattici. E per me, il 3-5-2 della Samp si è rivelato di grande aiuto».

TANTE PARTITE – «Non era semplice, né scontato, ma è andata bene. Io vorrei giocare sempre, ma capisco che Ranieri possa pensare talvolta a delle rotazioni in squadra».

DERBY EKDAL – «L’aspetto positivo sarà iniziare con gli slovacchi, una partita che dovremo vincere. Passeranno il turno le prime due e le migliori terze, puntiamo a iniziare bene e ad andare avanti. Con Albin ne abbiamo già parlato nello spogliatoio a Bogliasco. Credo che con lo Svezia sarà una sfida alla pari».

GRAZIE CANDREVA – «Assolutamente sì. Per tre stagioni con Giampaolo ho giocato senza esterno di fascia, ora Antonio ha portato grande qualità ed esperienza in quel ruolo. Non solo: nelle ultime partite mi ha aiutato tanto pure in fase difensiva».

OTTAVO POSTO – «Ne sono certo, ce lo chiede il mister. Ora dobbiamo guardare chi ci sta davanti in classifica. Quest’anno, poi, siamo molto più forti della stagione passata».

PARAGONI – «Penso pure a un giocatore come Damsgaard, uno alla… Ilicic. Mikkel sembra non avere grandissima forza nei muscoli, ma ce l’ha eccome nelle gambe, è difficile fermarlo. Un profilo da squadre top, pensa tutto il giorno al calcio».

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