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Bereszynski: «Sampdoria, puoi fare di più. Perché guardare altrove?»

Francesca Faralli

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Bereszynski racconta il suo momento alla Sampdoria: dal gol arrivato contro il Cagliari al futuro nel calcio e dopo il ritiro

Bartosz Bereszynski, terzino della Sampdoria, si racconta ai microfoni del Secolo XIX: dal gol contro il Cagliari al futuro dopo il calcio. Le sue dichiarazioni.

ASTINENZA DA GOL – «Non mi pesava non segnare, ma dopo così tante partite iniziavo a pensarci anche io. Mi sono tolto un pensiero, peccato non sia servito per i tre punti».

PRANZO DA OFFRIRE – «Non è stato ancora possibile perché per la positività di un compagno siamo ancora nella bolla anti-Covid. Pagherò un pranzo la settimana prossima».

SOLO REGINI E FERRARI A SECCO – «Ne ho parlato ieri con Regini e lui mi ha detto che è a quota 125 partite senza gol ma ha due traverse e un palo e quindi vorrebbe glieli considerassimo come gol. Aspettiamo che segnino per davvero perché è la cosa più bela del calcio».

GOL – «Noi difensori ci pensiamo di meno ma amici e famigliari non pensano che ai gol, quindi finisci per pensarci pure tu».

DIFESA A TRE O A QUATTRO – «Dipende dall’avversario. Contro il Cagliari ho segnato a tre ma mi trovo bene anche a quattro conta stare bene fisicamente più che il modulo».

MIGLIORAMENTO – «Da quando sono in Italia ho dovuto imparare a difendere meglio e devo comunque migliorare davanti, per esempio nel fare assist».

OBIETTIVI – «Secondo me possiamo fare di più, davanti ci sono spazi. Certo bisogna evitare di perdere punti come contro il Cagliari, erano nostri».

FUTURO – «Ho ancora due anni di contratto con la Sampdoria, sono sempre titolare, ho giocato 120 partite in cinque stagioni, sono stato anche capitano. Perché devo guardare altrove?»

LINETTY – «Linetty è un sampdoriano, so che lo è rimasto dentro, ma la vita del calcio è così e bisogna andare avanti. Sono sicuro che farà bene anche al Torino».

DOPO IL CALCIO – «Il commentatore tecnico in tv, sto già studiando per questo, anche questa intervista è allenamento»

PAULO SOUSA – «Abbiamo parlato un’oretta con una videochiamata, poi anche un’altra con 50 persone e queste sono cose difficili perché non siamo abituati. Sarà più facile in ritiro di persona».

STADI SENZA PUBBLICO – «Un calcio noioso. Ieri sera ho guardato la Champions e nel secondo tempo ho smesso. A me piacciono i tifosi, la pressione, in campo penso ai tifosi davanti alla tv per concentrarmi altrimenti è dura».

BILANCIO – «Sono arrivato cinque anni fa in Italia per crescere e una classifica dice che sono partito titolare 85% delle partite. Ho avuto tre allenatori diversi convincendoli tutti. Quindi sono contento e voglio confermarmi»

RAPPORTO CON RANIERI – «Mi parla molto dopo la partita, è utilissimo. L’anno scorso dopo la pandemia abbiamo fatto 15 partite ravvicinate e io ne ho giocate 8 di fila. Vi ho risposto».

CANDREVA – «Candreva ha grande qualità e certo aiuta. Io gli do palla e vado in sovrapposizione, per ora nove volte crossa lui e una sola me la restituisce. Diciamo che dobbiamo parlare un po’ perché me ne dia almeno due o tre di palloni da mettere in mezzo».

CATTIVERIA – «Non trovo mi manca la cattiveria, prendere 15 gialli in un campionato non può essere un obiettivo, per un terzino deve esserlo non perdere i duelli. Nelle ultime partite, Genoa e Cagliari, non ne ho persi né ho fatto falli. Fallo lo fai se sei lento i in ritardo. Io la vedo così».

RESISTENZA – «Quando stai bene non senti la fatica. Col Cagliari avrei potuto giocare un’altra mezz’ora e le statistiche dicono che siamo allenati bene. Questo campionato è molto lungo e dopo c’è anche l’Europeo. È ancora lunga, facciamoli dopo i bilanci».

GOL AL BOLOGNA – «Ho già dato, come dite voi in Italia».

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