Bertolotto, Il sogno blucerchiato: «Dai dilettanti alla Sampdoria: 12 storie blucerchiate»

© foto La copertina del libro di Alberto Bertolotto

Esclusiva SampNews24 – Dodici storie di 11 giocatori e un allenatore che, partendo dai dilettanti, sono attivati alla Sampdoria. Alberto Bertolotto ci racconta tutto sull’opera letteraria a tinte blucerchiate

Prendete undici giocatori e un allenatore che hanno militato nella Sampdoria e andate a vedere la strada che hanno percorso per arrivare a vestire la casacca blucerchiata. Questa è la storia de “Il sogno Blucerchiato“, opera prima di Alberto Bertolotto, giornalista e collezionista di maglie appassionato. In questa Top11 troviamo giocatori come Vierchowod e Mannini, un allenatore come Bellotto a cui la Sampdoria deve tanto nel suo recente passato. Una storia, fatta di racconti, di ricordi e di interviste per raccontare il percorso dai dilettanti fino alla maglia blucerchiata. Lasciamo la parola all’autore per guidarci nel racconto di questa opera a tinte blucerchiate: «Innanzitutto mi presento: le mie origini sono liguri, tra Bonassola e Sestri Levante, sono un giornalista e un collezionista di maglie; nella mia carriera ho seguito molto i calciatori dilettanti, sono legato in maniera particolare a quelli che sono riusciti, partendo dal basso, ad arrivare a giocare in squadre importanti come la Sampdoria. Il libro racconta la storia di undici giocatori, più un allenatore, una vera e propria squadra, schierata sul campo con il modulo del 4-4-2. Li ho intervistati tutti in questi sette mesi intensi, a partire dallo scorso giugno e terminati con l’intervista a Mannini. L’amarcord è qualcosa che a cui i tifosi sono molto legati: far ricordare gli anni di Mantovani, che naturalmente sono narrati nel libro, riapre il cassetto della memoria e delle emozioni. Ho coperto un periodo che va dagli anni 80′ al 2011, non con poche difficoltà. La storia di una squadra, per raccontarla va conosciuta, va vissuta nella città a contatto con il suo cuore pulsante: io ho dovuto studiare, mettere insieme il materiale e organizzare gli incontri con i giocatori che in molti casi non mi conoscevano. Sceglierne “solo” undici non è stato semplice, ma alcune scelte sono state dettate dalla logistica, in base a dove si trovassero gli ex blucerchiati, in base ai loro impegni lavorativi. Essendo il mio primo libro ho voluto partire da un’idea semplice, alcuni dei giocatori che ho intervistato come Mannini e Vierchowod mi hanno conosciuto proprio in occasione delle interviste che abbiamo realizzato, è stata una soddisfazione poter raccontare la loro storia e quella di Mister Bellotto. Spero che il bello di questa avventura letteraria debba ancora venire, con le presentazioni del libro che farò anche a Genova alla fine di questo campionato».

La copertina del libro di Alberto Bertolotto

PASSIONE COLLEZIONISMO: 90 MAGLIE BLUERCHIATE – Passiamo alla passione per la maglia blucerchiata che si è trasformata nella ricerca e nella raccolta di tantissimi cimeli del passato: «La passione per il collezionismo è nata per “colpa” di Luca Ghiglione. Ho sempre tenuto maglie da gioco, ma andando avanti negli anni mi sono reso conto come fosse più facile arrivare a quelle “di campo”. Ne ho collezionate veramente così tante da poter mettere in piedi una mostra, che forse si terrà a settembre. Della Sampdoria ne ho circa novanta: quella a cui sono più legato è sicuramente la maglia rossa di Vierchowod, della partita contro il Grasshoppers. È un pezzo unico perché è stata fatta appositamente per quella partita, in quanto la squadra  avversaria aveva una divisa troppo simile alla prima maglia della Sampdoria e a quella biancazzurra. Per questo motivo ho scelto anche quella fotografia per il retro copertina».

LA SAMPDORIA DI OGGI: GIAMPAOLO DEUX EX MACHINA – Dal passato al presente: la Sampdoria di oggi è un piccolo gioiello che ha nel suo allenatore il vero architetto del successo blucerchiato: «Il vero architetto della Sampdoria di oggi, quello a cui vanno tutti i meriti e che ho sempre stimato quando ancora c’era chi, guardando al suo curriculum, storceva il naso è Marco Giampaolo. La sua è una squadra costruita con intelligenza, con un asse centrale di giocatori cardine che sono Viviano, Silvestre, Barreto e Quagliarella accanto ai quali i giovani di questa stagione possono crescere bene e sono stati bravi a imporsi nel calcio italiano: Linetty, Schick ma anche l’ultimo arrivato Bereszynski. Marco Giampaolo è la garanzia di successo di questo organico, purtroppo è stato frettolosamente giudicato sulla base del suo curriculum perché purtroppo in questo mondo contano solo i risultati, la Sampdoria può beneficiare di un allenatore serio, preparato, che è rinato grazie all’Empoli che gli ha dato una possibilità lo scorso anno. La fortuna degli allenatori la fanno anche i giocatori, sopratutto se sono come questi bravi in campo e regolari al di fuori dal terreno di gioco, ma Giampaolo ha saputo tirare fuori il meglio da ognuno di loro come in passato ha saputo far rinascere un giocatore come Maccarone. Per fare il salto di qualità, perché questa stagione possiamo considerarla buona essendo la Fiorentina ancora troppo distante, bisognerà aggiungere altre cose. La Sampdoria deve mantenere questo organico e, se ci saranno dei giocatori in partenza, dare a Giampaolo un gruppo sano in grado di esprimere la sua visione del calcio».

 

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