Bonazzoli: «Samp punto di partenza. Inter? È destino» – VIDEO

Federico Bonazzoli ha rilasciato un’intervista al media ufficiale della Sampdoria: le parole dell’attaccante blucerchiato – VIDEO

Federico Bonazzoli ha rilasciato un’intervista ai microfoni del media ufficiale della Sampdoria. Le dichiarazioni dell’attaccante blucerchiato a pochi giorni dalla ripresa ufficiale della Serie A.

RIPARTENZA – «Sono cambiato, è vero. Ora riesco ad interpretare meglio gli allenamenti e le partite, ogni esperienza mi è servita a crescere. Ho sempre ritenuto la Sampdoria un punto di arrivo ma ora dovrà essere anche un punto di ripartenza per fare bene. Voglio dare il mio contributo, fare del mio meglio. Sono a completa disposizione».

ALLENAMENTI – «Mi mancava il campo. È mancato a tutti. Alla fine è il nostro lavoro, la nostra quotidianità. L’impatto è stato morbido perché i preparatori ci hanno messo subito in condizione di lavorare bene. Ora spetta a noi».

OCCASIONE – «Le cinque sostituzioni saranno un vantaggio che mister Ranieri saprà sfruttare al meglio. Se giocherò 90, 60 o solo cinque minuti starà a me farmi trovare pronto e mangiare l’erba per non sprecare questa opportunità».

QUAGLIARELLA – «È un campione per quello che ha fatto, sta facendo e farà. Ho un buonissimo rapporto con lui dentro e fuori dal campo. Abbiamo un bel feeling. L’ho sempre preso a modello, come fonte di ispirazione. Ha dei colpi in campo da grande campione. È quasi impossibile ripetere quello che fa lui. Gli chiedo consigli su come migliorare. Sono orgoglioso di poter condividere il campo e lo spogliatoio con lui».

RANIERI E DI FRANCESCO – «Sapevo che quest’anno poteva essere il mio anno. Sia mister Di Francesco, a partire dal ritiro, che Ranieri mi hanno trattato in maniera molto carina, mi hanno coccolato. Non smetterò mai di ringraziarli».

INTER – «Si ricomincia con l’Inter a Milano? Il destino, lì sono cresciuto e ho tanti ricordi. Adesso ho voglia di ricominciare al meglio: che sia un nuovo inizio, in tutti i sensi».

NONNO – «Il Coronavirus ha portato via mio nonno. Era il mio primo tifoso, ora sento il dovere di dare qualcosa in più ogni volta che scenderò in campo per renderlo orgoglioso di me. Anche se la situazione in questo momento sembra migliorata, non sottovalutiamo il virus e manteniamo alta l’attenzione perché in gioco c’è la vita di molte persone».