Caprari e il no al Sassuolo: quel triangolo da 16 milioni

Caprari Sampdoria
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Un triangolo da 16 milioni di euro, quello tra Sampdoria, Sassuolo e Napoli per portare Caprari in neroverde: la ricostruzione della trattativa

Dopo alcuni mesi con la maglia della Sampdoria non all’altezza delle aspettative, Gianluca Caprari avrebbe potuto già trasferirsi altrove lo scorso inverno. A gennaio, il trequartista blucerchiato era andato molto vicino a fare le valigie per accasarsi al Sassuolo, squadra che proprio domani sera arriverà al “Ferraris”: il Napoli avrebbe voluto acquistare Matteo Politano dai neroverdi, che, dal canto loro, avrebbero accettato solamente con un degno rimpiazzo, individuato proprio in Caprari. L’idea dei partenopei era quella di acquistare il giocatore, ma di lasciarlo in prestito in Emilia.

A ricostruire quelle calde ore di calciomercato era stato lo stesso numero uno partenopeo Aurelio De Laurentiis: «Parte tutto dal Viperetta. Eravamo all’Hilton e gli lancio l’idea: “Vendi Caprari al Sassuolo per 10 milioni”, così noi avremmo potuto prendere Politano. Lui mi richiama dopo un po’: “Ne voglio 18”. Io rilancio con 16, anche se in realtà la trattativa avrebbe dovuto farla con Carnevali del Sassuolo, non con me. Quindi mi manda un altro sms con scritto: “Trattativa chiusa”». Chiusa perché l’intesa con Massimo Ferrero, di fatto, non era stata trovata.

L’allora tecnico degli emiliani Beppe Iachini si era informato sulle condizioni del giocatore e la dirigenza della Sampdoria si era già tutelata guardandosi intorno e valutando profili di ex come Éder, Graziano Pellè o Manolo Gabbiadini – all’epoca in esubero nelle rispettive squadre – ma con un occhio rivolto anche alle situazioni di Diego Farias e Riccardo Saponara, quest’ultimo poi approdato a Genova a fine sessione.

In primis, secondo quanto riportato da Il Secolo XIX, l’affare non andò in porto a causa del Napoli, che valutava troppo alta la richiesta economica del club blucerchiato. A mandare in fumo l’operazione, però, fu anche lo stesso Caprari, poco convinto della formula: una situazione analoga, infatti, era stata vissuta al momento del suo acquisto da parte dell’Inter, che poi lo aveva “parcheggiato” a Pescara senza concedergli neanche un minuto in maglia nerazzurra.

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