Caprari si blinda: «Voglio affermarmi alla Samp». E su Di Francesco…

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Caprari dal ritiro di Ponte di Legno parla del mercato e dell’approccio con il nuovo tecnico: «Cambiare è fisiologico, Di Francesco ricorda Zeman a tratti. Il mio primo desiderio è restare qui»

Nell’aria frizzante di Ponte di Legno, Gianluca Caprari respira ottimismo. Dal ritiro in Val Camonica, il trequartista della Sampdoria ha esternato a Il Secolo XIX le sue sensazioni sulla prossima stagione e sulla squadra che sta nascendo. L’impressione dell’ex Inter è che ci si divertirà: «Lo si vede dall’approccio che ha avuto Di Francesco con noi, dalla sua mentalità offensiva». Il cambio di guida in panchina non lo preoccupa: «Cambiare è fisiologico. Anche Giampaolo ha voluto farlo – spiega – per cercare nuovi stimoli per lui e anche per noi. Il calcio è fatto di cicli».

Meno meticolosità sulla fase difensiva e sui movimenti della linea, rispetto agli anni scorsi: «Di Francesco vuole da subito dare un’impronta offensiva al nostro gioco. Si sta lavorando sul possesso palla, sul come arrivare il più rapidamente possibile in area avversaria, sul come colpire. Mi piace». Il sistema di gioco sarà quel 4-3-3 già sperimentato con Zdenek Zeman al Pescara: «In effetti nel gioco di Di Francesco ci sono alcuni momenti “zemaniani” nei quali mi sono ritrovato. Si trattava solo di ricordarli un pochino. Conosco quel modo di stare in campo. Ma poi ci si ferma lì, a quei momenti. Il nostro allenatore ha idee e metodologie diverse da Zeman… e da un certo punto di vista dico meno male (sorride)… altrimenti saremmo già a fare i gradoni».

Caprari si sposterà per per ricoprire il ruolo di esterno d’attacco: «Per quanto mi riguarda, parlando di tridenti d’attacco dove mi mettono, sto. Mi fa piacere. Se mi dicono di fare il centrocampista o la mezzala sono il primo a chiamarmi fuori. Dove mi vedo? Si è già visto, il mio ruolo è quello di esterno sinistro. Poi non posso sapere se ci saranno
cambi o se il mister sta elaborando altre idee». Quando gli chiedono se si senta una pedina chiave della Samp che verrà, l’attaccante blucerchiato risponde così: «Lo spero. Quello che uno sente poi in effetti conta poco. Parla e parlerà il campo. Io lavoro per fare bene, per ricambiare la fiducia e poi che vada tutto liscio. Parlo anche a livello di infortuni. Quello che ho sofferto a gennaio (frattura del perone, ndr) mi ha fatto in pratica perdere tutto il girone di ritorno, perché una volta che rientri è difficile ritrovare subito il ritmo. Chiedo continuità. Nella scorsa stagione l’ho avuta fino a dicembre, poi l’infortunio ha complicato tutto».

Se l’ambizione di tornare in Nazionale rimane, dopo l’emozione vissuta allo stage lo scorso inverno, quella di andare via dalla Samp non sembra affatto una priorità. Caprari scaccia via tutte le voci di mercato che lo hanno già visto molto coinvolto in queste prime settimane d’estate: «Come mai son sempre in mezzo? Non lo so. Quello che so è che alcune cose che ho letto non mi hanno fatto piacere. Sembra quasi che sia io a spingere per andare via dalla Sampdoria, quando invece non è assolutamente così. Il mio primo desiderio è restare qui e affermarmi. Se poi arrivano delle offerte per me, queste sono le dinamiche del calciomercato. Ma tutto il resto, falsità».


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