Caprari sì, Caprari no? I tifosi hanno deciso

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© foto Valentina Martini

Contro il Torino l’ennesima prestazione sottotono di Caprari da attaccante: Giampaolo lo difende, ma il pubblico ha perso la pazienza

La sconfitta rimediata dalla Sampdoria contro il Torino al “Ferraris” è stata rovinosa sotto ogni aspetto. Dal punto di vista del risultato, i blucerchiati hanno ceduto con troppa facilità e arrendevolezza il passo ai granata, più determinati nel conquistare la vittoria in ogni momento della partita. Dal punto di vista del gioco, allo stesso modo, gli ospiti sono sembrati ben più concreti e agonisticamente cattivi. Tanti blucerchiati non hanno convinto affatto, uno su tutti Gianluca Caprari. Il numero 17 doriano, anche se è stato difeso a fine partita dal tecnico doriano Giampaolo, è stato protagonista di una partita molto negativa: mai pericoloso – eccetto per un bel destro a giro sullo 0-1 -, avulso dal gioco, annientato fisicamente dalla difesa granata. Insomma, una prestazione largamente insufficiente che il pubblico non ha mancato di sottolineare, evidenziando con i fischi ogni giocata sbagliata e l’uscita dal campo del classe ’93.

Ancora una volta, si ripropone il problema che accompagna la collocazione tattica di Caprari fin dal suo arrivo alla Sampdoria: l’ex Pescara, nato esterno di un tridente, non può semplicemente giocare in un attacco a due. Caprari ha bisogno di spazi per innescare la sua velocità, cosa che, giocando di fronte ai centrali avversari, non può fare. E non sembra nemmeno essere il partner ideale d’attacco per Fabio Quagliarella, dato lo scarso feeling che ogni volta si palesa fra i due in campo. L’agente del numero 17 blucerchiato ha sottolineato che il suo assistito deve giocare, lanciando qualche frecciatina a Giampaolo: certo è che con prestazioni di questo tipo, lo stesso Caprari non si aiuta e giustifica le eventuali panchine che lo interesseranno nelle prossime partite. Anche perché in attacco il posto fisso è per Gregoire Defrel, lo si sa, e sulla trequarti Riccardo Saponara ha scalato le gerarchie. Resterà dunque lo spazio per subentrare – senza dimenticarsi di Gaston Ramirez -, cercando di riconquistare la fiducia dei tifosi e di mandare un messaggio a Giampaolo: la stima del tecnico non cambia, certo, ma il credito di cui gode Caprari non è certo infinito. E, con prestazioni come quella contro il Torino, si esaurirà velocemente.


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