In casa dell’avversario: l’Inter di Stefano Pioli

Inter pioli
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L’analisi dei prossimi avversari della Sampdoria: dopo la pausa blucerchiati a San Siro, ecco l’Inter di Stefano Pioli

Un girone fa la Sampdoria si appestava ad affrontare al Luigi Ferraris di Genova l’Inter di Frank De Boer, una squadra con palesi difficoltà e che i blucerchiati seppero affrontare veramente bene tirando fuori probabilmente una delle migliori prestazioni collettive dell’intera stagione. Il punteggio fu di 1-0 grazie al gol di Fabio Quagliarella e quella gara fu l’ultima del tecnico olandese sulla panchina nerazzurra, con la società che dopo la sconfitta di Genova decise di cambiare guida per affidarsi a Stefano Pioli: da lì i nerazzurri hanno cambiato marcia iniziando una rincorsa verso la Champions League con risultati importanti, su tutti il recente 7-1 rifilato alla sorpresa della stagione, l’Atalanta di Gian Piero Gasperini, una gara nel quale i milanesi hanno tirato fuori praticamente tutto il loro potenziale offensivo. Andiamo a vedere quali potrebbero essere le insidie della sfida di San Siro, come si comporta in campo l’Inter e dove il Doria deve lavorare per riuscire a fare punti per la seconda volta in stagione nell’impianto meneghino.

INTER: MODULO DI GIOCO E INTERPRETI – Stefano Pioli schiera quasi sempre la sua squadra con un 4-2-3-1 di impostazione molto offensiva, anche se ogni tanto opta anche per un 3-4-2-1. In porta ci sarà Samir Handanovic che non scopriamo certo ora: abile tra i pali, in uscita, grande rinvio con le mani che supera agevolmente la metà campo, riflessi felini che spesso contro i blucerchiati si sono visti all’apice, indimenticabile la sua prestazione del Ferraris nel famoso Sampdoria-Inter 0-4 dell’esultanza di Icardi dove oltre a un rigore a Maxi López parò ogni conclusione rivolta alla sua porta anche le più angolate. In difesa il quartetto titolare è composto da destra a sinistra da Danilo D’Ambrosio, Gary Medel, Joao Miranda e Christian Ansaldi: al centro esperienza, ai lati grande spinta e capacità di crossare per gli attaccanti. Il cileno in nerazzurro ha quasi sempre giocato in mediana ma recentemente è stato dirottato al centro della difesa come in Nazionale, dove è riuscito a togliersi qualche soddisfazione sollevando la Copa America in due edizioni consecutive tenendo a bada un attacco atomico come quello argentino. A centrocampo nelle ultime uscite Pioli ha trovato l’equilibrio schierando Geoffrey Kondogbia e Roberto Gagliardini: uno recupera palla col fisico, l’altro imposta in verticale per gli esterni. In avanti invece ci sono gli uomini più pericolosi, con un trio composto da Ivan Perisic, Éver Banega e Antonio Candreva, il fulcro del gioco nerazzurro. In attacco invece una vecchia conoscenza blucerchiata, Mauro Icardi: cosa dire dell’argentino, un centravanti semplicemente fortissimo. Finalizzazione, tempi di gioco e da quest’anno anche la capacità di capire se c’è qualche compagno piazzato meglio di lui per segnare. Nella variante a 3 difensori il trio dietro è composto da Murillo, Medel e Miranda e Candreva prende tutta la fascia destra, con D’Ambrosio a sinistra e Perisic più accentrato con solitamente Joao Mario o Brozovic come secondo trequartista alle spalle di Icardi al posto di Banega: sia il portoghese che il croato hanno grande dribbling, visione e capacità di inserimento oltre a una buona propensione al sacrificio con pressing sul portatore e ampi ripiegamenti per dare una mano alla fase difensiva. Dalla panchina una delle frecce più usate soprattutto quando il punteggio è da recuperare è l’ex doriano Éder, che in nerazzurro ora ha un ruolo da comprimario: l’italobrasiliano lo conosciamo bene, velocissimo, ottimo dribbling e un tiro letale.

INTER: DOVE SONO PIÙ PERICOLOSI I NERAZZURRI – Il gioco dell’Inter è principalmente orientato sulle corsie esterne per servire la punta centrale, con tantissimo lavoro da parte di PerisicCandreva: i due esterni hanno due compiti fondamentali, o crossare per la punta o tagliare dentro per favorire le sovrapposizioni dei terzini, la catena di destra è quella che lavora meglio da questo punto di vista con D’Ambrosio che è spesso in posizione avanzata pronto a prendere la profondità lasciata da Candreva e mettere in mezzo cross pericolosi. Il trequartista invece spesso si abbassa per iniziare l’azione e non disdegna l’inserimento nello spazio creato dalla punta, ma soprattutto nel caso di Banega il pericolo più grande arriva dai calci di punizione. L’argentino sa essere letale coi calci piazzati, sia diretti verso la porta che per la testa dei compagni: sono già 6 gli assist dell’ex Siviglia quasi tutti arrivati o da corner o dagli sviluppi dello stesso. Nell’ottica della partita del prossimo 3 aprile, dopo le mille difficoltà patite da Regini nel confronto con Cuadrado sarà un’altra serata di fuoco per il terzino blucerchiato: Candreva sa saltare l’uomo in un fazzoletto, bruciarlo in velocità nei tagli e soprattutto crossare in ogni situazione, sarà importante come all’andata mandare quasi sistematicamente un raddoppio per frenare le sgroppate offensive del numero 87, sarà compito di Linetty Praet, generalmente i presidiatori della zona mancina del centrocampo, frenare le intenzioni bellicose dell’esterno nerazzurro. Grande lavoro anche per Silvestre e Skriniar che con Icardi avranno un bel daffare: l’argentino non è più statico in attesa del pallone ma lavora per scardinare la difesa, crearsi spazio e crearlo per i compagni. E poi sui palloni alti è un rapace capace di trovare la porta da ogni angolazione con stacchi vertiginosi.

SAMP, DOVE COLPIRE L’INTER – Fin qui abbiamo analizzato dove l’Inter sa essere pericolosa, ma non sono tutte rose e fiori per la truppa nerazzurra: nell’ultima uscita dell’Olimpico di Torino la grande intensità dei granata ha messo in difficoltà la squadra di Pioli che ha subito due gol decisamente evitabili, uno su calcio piazzato con Baselli tutto solo al centro dell’area e l’altro con un bell’inserimento dell’ex blucerchiato Acquah che dal limite ha trovato un pregevole destro a incrociare sul quale Handanovic non ha potuto nulla. La chiave per la Samp potrebbe essere quella delle possibili ripartenze: l’Inter giocando in casa punterà a tenere il pallino del gioco, cosa che di solito fanno i blucerchiati, al Doria potrebbe convenire prendere bene le misure a Perisic e Candreva, rubare palla e sfruttare gli spazi lasciati dalle sovrapposizioni per fare male, compito che dovrebbe ricadere sulle rapide gambe di Luis Muriel o di Patrik Schick nella ripresa, qualora l’infortunio patito nella gara contro la Juventus gli consentisse di scendere in campo fra due settimane. A centrocampo la grande pressione che possono garantire TorreiraBarreto e uno fra Linetty e Praet può essere importante per non lasciare comode geometrie a Gagliardini che vista anche la giovane età qualche errore potrebbe commetterlo lasciando andare palloni importanti da recuperare il più vicino possibile alla porta. Insomma, l’ideale sarebbe riportare in campo la Samp vista contro la Juventus nell’ultima giornata: arrembante, presente, compatta, magari con un pizzico di freddezza in più sotto porta.

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