Cessione Sampdoria: smentite, gag in inglese e firme

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La cessione della Sampdoria prosegue tra smentite, retroscena e gag curiose. Le firme arrivano nella giornata di lunedì?

L’ennesima smentita di Massimo Ferrero sul capitolo cessione lascia il tempo che trova. La trattativa con il gruppo guidato da Gianluca Vialli procede in maniera spedita dopo la nuova offerta fatta recapitare sul tavolo di Corte Lambruschini. La Sampdoria è davvero a un passo dal cambio di proprietà? Secondo Repubblica, sì. Si tratterebbe soltanto di qualche giorno. L’attesa dovrà continuare fino a lunedì quando, oltre alla presentazione ufficiale del tecnico Eusebio Di Francesco, verranno messe le firme sui documenti. Una cessione in tempi brevi permetterebbe allo stesso Ferrero di partecipare al bando per l’acquisizione del Palermo e rimborsare il finanziamento di Unicredit.

Fonti vicine alla cordata, inoltre, parlano di operazione «agli sgoccioli» e «dettagli da limare», lasciando presupporre una imminente chiusura delle operazioni. L’ultima parola spetta comunque all’attuale presidente della Sampdoria, visibilmente stuzzicato dalla proposta di Vialli che si avvicina ai 100 milioni di euro richiesti. A dare un netto contributo al rialzo dell’offerta (attualmente di 95 milioni di euro) è stata la cessione di Joachim Andersen al Lione, ma sarà un ottimo contributo anche la partenza di Dennis Praet, spinto verso il Milan di Marco Giampaolo. Oltre alla consistente parte fissa, verrà inserito nel contratto anche un bonus di 10 milioni di euro qualora la Sampdoria dovesse restare in Serie A per le prossime due stagioni.

Emergono dettagli interessanti sul summit di ieri a Londra, cui ha preso parte Paolo Fiorentino in compagnia di altri emissari blucerchiati. Il direttore sportivo Carlo Osti si trovava a Milano con Ferrero per condurre alcune trattative di mercato, mentre il vicepresidente Antonio Romei era a Roma per completare le carte del trasferimento di Andersen. Per sbeffeggiare chi ipotizzava la sua presenza nella capitale inglese, Ferrero ha dato vita a una curiosa gag. A chi lo chiamava al telefono, lui rispondeva: «Negotiation, negotiation. Can’t speak, I’m in London for negotiation».