Colombia in partenza: Zapata non si vede, ma c’è ancora una chance

nazionale colombia
© foto Twitter

La Colombia lascerà a breve il Paese: Zapata ancora assente, ma potrebbe raggiungere il gruppo direttamente in Italia

Aleggia ancora un alone di mistero attorno alla situazione di Duvan Zapata, che, come vi avevamo raccontato negli scorsi giorni, non si è ancora presentato al cospetto del ct della Colombia José Pekerman, che da inizio settimana dirige la preparazione della Nazionale a Bogotà in vista dei Mondiali ormai imminenti. L’attaccante della Sampdoria è reduce dai problemi muscolari che lo hanno fermato anche nel finale di stagione, e sembra non averli ancora smaltiti del tutto: tutto depone a favore di una sua esclusione dalla lista dei convocati per la Russia, ma per il numero 91 blucerchiato rimane ancora un’ultima speranza.

L’unica ipotesi plausibile è che Zapata stia ultimando il suo iter di recupero qui a Genova e si aggreghi nei prossimi giorni al gruppo direttamente in Italia: i cafeteros, infatti, oggi alle 17,30 (23,30 ora italiana) saluteranno i tifosi del proprio Paese nella suggestiva cornice dello stadio “Camacho” di Bogotà, per poi partire domani alla volta del Bel Paese, dove l’1 giugno a Bergamo affronteranno l’Egitto nel primo e ultimo test amichevole pre-Mondiali.

L’attaccante della Sampdoria, tuttavia, ha ormai ridotte possibilità di prenotare un posto sull’aereo che porterà la sua Nazionale in Russia: anche se durante questo week-end dovesse raggiungere i propri compagni a Milanello, dove la Colombia si allenerà, sarà difficile sorpassare nelle gerarchie i colleghi di reparto che hanno eseguito in patria la preparazione completa fin dal primo giorno. I tempi per dimostrare di stare bene e riguadagnare la fiducia di Pekerman sarebbero comunque stretti, dato che il ct dovrà consegnare il 4 giugno la lista definitiva dei 23 convocati.

Articolo precedente
Viviano scommette su Kownacki: «È forte»
Prossimo articolo
pavan sampdoria primaveraPavan svela i segreti della Primavera: «Ecco come ci siamo salvati»