Il commento tecnico: Non ancora all’altezza

La nostra analisi di Sampdoria-Lazio. Gli uomini di Inzaghi organizzati in difesa e pronti a ripartire. Il secondo gol ha tagliato le gambe al Doria.

Schick Sampdoria
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Contro la Lazio è stata una sconfitta pesante. Non tanto per la classifica, comunque tranquilla e per nulla ridimensionata, e nemmeno per la prestazione che, nonostante non sia stata brillante come nelle ultime partite casalinghe, è sembrata adeguata e razionalmente a fuoco. E’ stata pesante perchè frena bruscamente gli entusiasmi dopo una serie di partite molto proficue per gli uomini di Giampaolo. La Lazio è una squadra molto organizzata, soprattutto a livello difensivo, e se, nonostante l’equilibrio, ti fai infilare per due volte verso la fine del primo tempo, rientrare in gioco è quasi impossibile. I biancocelesti sanno fare contropiede come pochi ed hanno una grande capacità di assorbire gli attacchi avversari grazie a movimenti coordinati e, soprattutto, a una grande fisicità complessiva di tutto l’organico. Peccato per il Doria aver sofferto così tanto sulla fascia sinistra nel primo tempo. Il lavoro di Felipe Anderson, mai contenuto a dovere nelle sue incursioni, ha deciso la partita con i due assist che sono valsi alla Lazio un secondo tempo di contenimento e ripartenza. Due fasi che i biancocelesti sanno interpretare piuttosto bene nella loro consequenzialità. La Samp è mancata in brillantezza, soprattutto a metà campo, zona in cui i blucerchiati vincono o perdono ogni domenica. La differenza fisica con i centrocampisti laziali e la capacità degli uomini di Inzaghi di fare uscire velocemente il pallone dal centro alle fasce laterali, ha spostato il centro focale tattico della partita, costringendo la Samp a modificare alcuni equilibri e, soprattutto, a rincorrere un flusso della manovra poco cavalcato nelle idee di calcio di coach Giampaolo. La reazione nella ripresa c’è stata e, per una questione di minuti, non porta il Doria a giocarsi il tutto per tutto per agguantare il pareggio.

Un piccolo passo indietro a livello emotivo e, soprattutto, di personalità. Davanti c’era una compagine certamente più forte alla quale sono stati concesse troppe situazioni in superiorità numerica sulle fasce. Contro una squadra così organizzata, se te la vuoi giocare, devi interpretare alla perfezione la partita. Non è stato così ed è arrivata la sconfitta. Niente di grave, comunque, a patto che si chiuda il 2016 con almeno quattro punti nelle prossime due partite. Altrimenti tutti gli sforzi profusi in questo ultimo periodo molto proficuo saranno stati vani.