Il consigliere Tognozzi: «Onorato di essere nel CdA». E l’inchiesta su Ferrero…

© foto Twitter

L’avvocato Tognozzi si racconta: la passione per il calcio, la maglia della Sampdoria e la carica nel CdA

L’avvocato Gianluca Tognozzi è uno dei nuovi volti del Consiglio d’Amministrazione della Sampdoria. Alle pagine del Secolo XIX, il consigliere blucerchiato racconta l’emozione di ricevere la carica da parte del presidente Massimo Ferrero: «Sono onorato. Lo dico con grande sincerità. Conosco Massimo Ferrero da circa un anno e mezzo, da quando mi aveva contattato per questioni professionali. Un rapporto che si è poi solidificato in breve tempo. Attraverso il presidente ho conosciuto Antonio Romei, un persona stupenda. E mi sono avvicinato al mondo Sampdoria da grande appassionato di calcio, quale sono. Spero di potere dare un contributo non tanto per le mie specifiche competenze professionali ma proprio in generale, per il gruppo Ferrero. Che mi ha dato fiducia e mi ha cooptato in questo cda di professionisti».

Il numero uno doriano non sta passando un momento facile a Genova, in parte per l’inchiesta “fuorigioco” e per le ultime dichiarazioni. Il tribunale del Riesame ha disposto il dissequestro parziale dei beni collegati ai reati ipotizzati di truffa e riciclaggio, mentre resta confermato il sequestro preventivo relativo alla contestazione di autoriciclaggio. Entro un mese la procura deciderà se archiviare il tutto o solo la posizione di alcuni indagati. Nella seconda ipotesi si procederà con il rinvio a giudizio degli altri e sarà fissata la data dell’udienza preliminare. Ad assistere il presidente è proprio Tognozzi, che sul rapporto con Ferrero sottolinea: «Parlo per esperienza personale, il presidente è una persona di grande entusiasmo – continua l’avvocato Tognozzi – e chi parte con grande entusiasmo va già sull’1-0, per usare un paragone calcistico. Ha coraggio, non si nasconde, ci mette grande passione e credo che questo, indipendentemente dalle singole opinioni, nessuno lo possa mettere in discussione. La nomina a consigliere? Sono rimasto di stucco. Ferrero è stato molto carino. A ognuno di noi ha fatto trovare sul tavolo la maglia blucerchiata personalizza con il cognome e il numero 10, una penna parker della Samp e una cravatta blucerchiata. Per la mia generazione quella di fine anni ’60, la maglia della Sampdoria era qualcosa di magico. All’epoca non si potevano comprare così facilmente le maglie delle squadre come succede oggi. E quella della Samp in particolare era un po’ un sogno di noi ragazzini che giocavamo per strada o nei giardini. Ricordo che una volta era arrivato un nostro amico con la maglia blucerchiata e tutti a chiedergli “ma come hai fatto ad averla…” lo guardavamo con invidia».

Nessuna fede calcistica, ma una passione sfrenata per il calcio: «Vengo da una famiglia di romanisti, ma io non lo sono. E nemmeno laziale, per restare a Roma. Diciamo che sono un appassionato, la partitella settimanale con gli amici è per me un appuntamento imperdibile. Sono il capitano della squadra degli avvocati di Roma, a giugno andremo a Limerick in Irlanda a giocarci l’Europeo, categoria “leggend”, over 45. Il calcio mi piace moltissimo. Per questo entrando nella sede della Sampdoria la settimana scorsa ho provato una grande emozione. Mi hanno colpito una fotografia dell’anno dello scudetto, quell’impresta resta una delle ultime epopee della Serie A. E anche una foto in bianco e nero di un derby anni Cinquanta, meravigliosa. La Samp dal vivo? Una volta ero venuto a Genova per un congresso nazionale di avvocati. Che si combinava con un posticipo, un Samp-Napoli. Non avevo mai visto il “Ferraris”, non potevo perdere l’occasione. Ho coinvolto un mio collega e ci siamo andati. Lo stadio e la tifoseria mi avevano trasmesso grandi emozioni, come credo a qualunque appassionato di calcio che possa venire a Marassi a vedere una partita della Samp».