Corte Sportiva d’Appello FIGC: «Serie A? Serve una nuova legge»

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Il presidente della Corte Sportiva d’Appello della FIGC Sandulli ha fatto chiarezza sul futuro del calcio italiano in merito all’emergenza Coronavirus

Il presidente della Corte Sportiva d’Appello della FIGC Piero Sandulli ha parlato dell’emergenza Coronavirus nel calcio italiano: «Ci sarebbero vincoli contrattualistici da superare alla scadenza della stagione sportiva. Materia complessa e da studiare. Per questo motivo andrà riscritta la legge del professionismo sportivo, prevedendo tutto ciò che manca. Non mi riferisco ai giocatori di vertice. L’assistenza previdenziale riguarda prevalentemente la base, le serie minori e quelli che consideriamo dilettanti ma dilettanti non sono».

«Non sono bastati quarant’anni per modificare la legge del 1981, ora bisognerebbe farlo seriamente. È necessario stabilire i confini tra lo sport di natura competitiva e quello necessario al movimento. Una nuova legge aiuterebbe a disegnare meglio la centralità del Coni. Il comitato olimpico nazionale deve avere una voce autorevole, non può essere intaccata. Esistono due esigenze, entrambe fondamentali: l’agonismo e l’educazione fisica. Sono due realtà distinte. Il rispetto dei confini deve passare necessariamente attraverso normative più chiare».