Dighero tifa Samp: «Ma è colpa di Crozza»

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© foto Samp TV

Il comico Dighero racconta come è diventato un tifoso della Sampdoria: «Trascinato da Crozza»

Uno dei protagonisti dello spettacolo “Tango del calcio di rigore”, in scena al Teatro Modena di Genova fino a domenica 10 marzo, è l’attore genovese Ugo Dighero. Assieme a Neri Marcoré, Rosanna Naddeo, Fabrizio Costella e Alessandro Pizzutto racconta a ritmo di tango le vincende dell’Argentina in un periodo storico complesso come la dittatura del generale Jorge Rafael Videla: «È un tema molto appassionante. Parliamo di un momento calcistico molto controverso perché siamo nel ’78 in Argentina, da una parte ci sono i mondiali di calcio e dall’altra la dittatura fascista di Videla. Oltretutto una delle stanze dell’olimpo della tortura stava a trecento metri dallo stadio. Parliamo di questo, ma anche di episodi più leggeri. La Sampdoria ha una grandissima tradizione di giocatori e allenatori provenienti dall’Argentina».

La fede blucerchiata gli è stata trasmessa dal comico Maurizio Crozza: «Quando penso alla Sampdoria mi viene in mente mio cugino. Sono cresciuto in una famiglia con un papà genoano, ma si sa che il cugino maggiore è l’idolo indiscusso della famiglia. Lui mi ha portato nel suo carruggio, poi frequentando Crozza da ragazzino – abbiamo fatto la prima elementare assieme –  sono diventato un tifoso blucerchiato e siamo andati a vedere le partite in quel grande periodo in cui eravamo al livelli massimo di Serie A. Mi ricordo la Sampdoria di Boskov, è stata una grande scuola di vita oltre che di calcio. Era proprio un bell’ambiente, come lo descrivevano i grandi campioni Vialli e Mancini. Ultimamente mi è capitato di essere ospite due volte a “Quelli che il Calcio” per commentare la Sampdoria e sono stato contento perché abbiamo vinto. Massimo Ferrero è una persona con atteggiamenti curiosi che si prestano all’imitazione e all’iperbole ed è sempre stato molto simpaticamente al gioco con Crozza. Auguriamoci un grande futuro per la Sampdoria».