Ercolano vive un sogno: «L’obiettivo? Il ritiro in prima squadra»

© foto SampTv

Ercolano racconta il suo esordio tra i grandi: la convocazione, gli allenamenti in prima squadra e il siparietto con Giampaolo: «La hai una valigia?»

Nella lista delle convocazioni, prima del match a San Siro contro il Milan, è apparso il nome di Emmanuel Ercolano. Il giovane blucerchiato – sul quale anche Giampaolo ha espresso belle parole – ai microfoni di SampTV si racconta tra sogni e ambizioni. I ricordi della prima convocazione sono tanti e il terzino non lesina sui particolari: «Era un giovedì quando mi chiamarono per andare ad allenarmi con la prima squadra perché a Giampaolo serviva una linea difensiva. In quella occasione s’infortunò Sala e il tecnico mi chiamò: mi resi conto subito che erano momenti fondamentali per mettermi in mostra e dopo quell’allenamento infatti ci furono le convocazioni. Il sabato della rifinitura, prima della partita contro il Milan, Giampaolo si avvicinò per chiedermi se avevo la valigia e quando risposi che non l’avevo ribatté “E se ti convoco?”. Gli dissi che la sarei andata a prendere e per tutto l’allenamento non ho fatto che pensare a quelle parole. Al termine il mister mi disse di andare a prendere la valigia perché sarei partito con la prima squadra: inizialmente non ci ho creduto, poi sono rimasto sconvolto e solo durante il viaggio in pullman mi sono reso conto che era vero. A festeggiare in hotel c’era mia madre, e la famiglia di Aquino e Somma – amici e compagni di squadra – che hanno sempre creduto in me».

Soddisfazione, sacrifici ed emozioni: tanti i pensieri che affollano la testa di un ragazzo catapultato tra i grandi del calcio. L’allenarsi con la prima squadra, il conoscere i segreti di Giampaolo non ha prezzo: «L’emozione che un ragazzo di 15 anni può provare ad entrare in uno stadio come San Siro è indescrivibile: un vero sogno. Vedere la mia maglia sul muro negli spogliatoi, l’entrare in campo mi ha fatto pensare che il duro lavoro e i sacrifici della mia famiglia sono stati ricompensati. Gli allenamenti con la prima squadra sono molto diversi, ti aiutano molto perché cambia l’intensità. Barreto e Silvestre, ma anche Regini mi hanno dato spesso consigli: sono rimasto impressionato da Ramirez, Torreira e anche Quagliarella. Allenarsi con l’attaccante italiano è un’emozione indescrivibile, è sempre stato un idolo, è nato nel mio quartiere. Credo di essere migliorato a livello mentale e di maturazione perché allenandomi con la prima squadra cerco di rubare qualche segreto da loro. Quando l’anno scorso mister Pastorino mi ha avanzato mezzala mi ero abituato e mi piaceva molto, quindi quando mi hanno chiesto di tornare a fare il terzino non ero molto contento: il tecnico però mi ha spiegato che in questo ruolo ci sono più prospettive per il futuro e devo dire che ha ragione.  Ormai sono aggregato da un mese agli Under 17, spero di continuare con loro perché faranno la Primavera la prossima stagione e iniziarla un anno prima sarebbe una bella cosa. Uno dei miei obiettivi è confermarmi con Giampaolo e magari andare in ritiro con la prima squadra».

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