ESCLUSIVA – Foggia: «Avrei fatto carte false per restare alla Sampdoria»

pasquale foggia sampdoria
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Esclusiva SampNews24 – L’ex Foggia: «Avrei fatto carte false per rimanere alla Sampdoria. Seguo sempre la squadra, mi è rimasta nel cuore»

Pasquale Foggia, alla Sampdoria nella stagione 2011/12 e protagonista della promozione in Serie A dei blucerchiati, è intervenuto ai microfoni di Sampnews24.com. Ecco le parole dell’ex calciatore:

Come stai e come trascorri questo particolare periodo?

«Un po’ come tutti, chiusi in casa. Aspettando almeno un minimo di parvenza di vita sociale normale».

Ripresa del campionato, tema attuale. Da che parte stai?

«Credo che per il bene del sistema, e non solo quello del calcio ma anche sociale ed economico del paese, è un bene che il calcio riparta. Ovvio che con le dovute precauzioni del caso, perché davanti a tutto questo bisogna mettere la salute di tutti noi, è la priorità per tutti».

Favorevole a giocare eventualmente in estate?

«Quando ci saranno le condizioni è giusto giocare. Se parliamo che si possa giocare in sicurezza anche a luglio e agosto non vedo quale sia il problema. Le vacanze non credo siano la priorità per nessuno».

Hai seguito la Samp e che idea ti sei fatto della squadra?

«La Sampdoria la seguo perché è una di quelle squadre che mi è rimasta nel cuore, ogni giorno mi informo su quello che può essere successo sul mondo blucerchiato. In campionato ha avuto delle difficoltà, non so dettate da cose perché non vivendo all’interno non mi permetto di esprimere giudizi, se non quello di seguire volentieri una squadra che mi è rimasta dentro».

Ranieri ha aggiustato la situazione, anche se la classifica è ancora difficile…

«Parliamo di un allenatore che ha fatto la storia del nostro calcio, per non parlare del miracolo Leicester. È un uomo che è un valore aggiunto per il suo stile e per la sua saggezza. Lo ha dimostrato, e in questo momento storico che viviamo credo che un profilo come il suo possa essere un valore aggiunto per tutto il calcio».

Come spieghi le tante critiche dei tifosi nei confronti di Ferrero?

«Parlo di queste cose se conosco per certo determinate dinamiche. Il tifoso è tifoso, e soprattutto quello della Sampdoria quando si esprime in maniera così negativa è perché ha un’idea diversa. Lo dico perché ho vissuto la situazione, anche nel campionato 2011/12 ci sono stati momenti negativi ma abbiamo sempre avuto il supporto della gente. Se in questo momento i tifosi non hanno buon feeling avranno le loro ragioni».

La promozione con la Sampdoria è arrivata da sesti in classifica. Quando avete iniziato a crederci?

«Credo dalla seconda giornata di ritorno, quando poi perdemmo anche a Pescara. Da lì c’è stata una presa di coscienza di dover moralmente e sul campo dare qualcosa in più. Da quel momento e anche dopo la sconfitta con la Nocerina, 4-2, in noi scattò qualcosa di diverso. Avevamo una squadra sulla carta troppo forte per essere quella che si dimostrava in campo».

Grande merito fu anche di Iachini…

«Il mister ci ha dato delle sicurezze, ma anche con Atzori ci trovavamo bene. Era una squadra molto legata a quell’allenatore, poi non vennero i risultati. Non dimentichiamoci che la Sampdoria veniva da una retrocessione scottante, e ripartire dopo un’annata del genere non era semplice per nessuno e ci voleva tempo. Alla Sampdoria c’era pressione e voglia di ritornare subito in A, per cui il tempo è stato poco e Atzori ha pagato per tutti».

Quindi ti sarebbe piaciuto rimanere…

«Avrei fatto carte false per poter rimanere alla Sampdoria. Purtroppo per questioni tecniche legate a un modo di interpretare il calcio da parte del nuovo allenatore non coincidevano con le mia caratteristiche. È stata una grande delusione, in quell’anno ho legato con tutto l’ambiente e avevo una grande voglia di ritornare in Serie A, conquistata sul campo con tutti i miei compagni. Sono state fatte scelte diverse e ormai è andata».