ESCLUSIVA – Zaino: «Ferrero non rinuncerà alle plusvalenze»

© foto Twitter

Esclusiva SampNews24 – Il giornalista Zaino commenta la situazione della Sampdoria e la prossima sessione di mercato

Il giornalista di Repubblica Stefano Zaino ha commentato la situazione in casa Sampdoria, evidenziando ai microfoni di Sampnews24.com difficoltà e prospettive in ottica salvezza e mercato.

Pensi che alla fine il campionato di Serie A riuscirà ad essere portato a termine in estate? 

«Personalmente penso che parlare ora di ripresa non ha molto senso. Non si riesce nemmeno a capire quando finirà l’emergenza sanitaria. Anche i calciatori non hanno lo spirito di scendere in campo. Il problema si porrà quando si deciderà di fissare le date della ripresa perché dovranno esserci i tempi per riprendere la condizione atletica. Sono fermi quasi da un mese, potrebbero stare fermi tutto aprile e metà maggio. Sarebbe più della sosta estiva, ci vorrebbero settimane di preparazione. Si rischia veramente di andare oltre a giugno. I club di Serie A faranno di tutto per riprendere e finire il campionato perché ci sono mille motivi economici, quello che mancano sono i tempi tecnici. Se ci fossero, essendo ottimisti riprendendo alla fine di maggio, resta abbastanza anacronistico pensare che si possa pensare di giocare un campionato in estate con temperature alte. Ragioniamo sulla base del discorso dei diritti tv, non penso che tutte  le partite potranno essere giocate in notturna. Vorranno fare lo spezzatino, quindi qualcuno dovrà giocare alle 15 di una domenica pomeriggio di luglio? Mi sembra fuori dal mondo. La mia previsione è che la stagione sia finita qua».

La Sampdoria, per il campionato che ha disputato fino ad oggi, può scrivere un nuovo capitolo della sua stagione oppure uno stop così lungo è deleterio?

«Non saprei dirti i vantaggi e gli svantaggi. Ammettendo che si possa riprendere e concludere il campionato giocando una partita ogni tre giorni non si può non parlare di un altro campionato. È uno stravolgimento. C’erano squadre in fiducia e forza a marzo, ma a giugno potrebbero essere messe male e viceversa. Questo sul piano fisico, della forma. La Sampdoria ha avuto un andamento sofferto perché ha carenze di organico e strutturali. Ranieri in questo senso ha fatto un lavoro grandissimo. Al netto delle emergenze odierne, ha preso una squadra sull’orlo del baratro e l’ha tirata fuori. Ha un vantaggio risicato, ma ad oggi siamo salvi. Rimane il fatto che ogni partita giocata è stata una sofferenza, dove ha dovuto dare il massimo per vincere, con abnegazione e sacrificio. Se dovesse riprendere il campionato Spal e Brescia le vedo condannate. Lecce, Sampdoria, Genoa, Udinese e Torino, quest’ultima perché era in forte calo, se la giocheranno con tutti i loro problemi. Ed è difficile che la terzultima si palesi prima dell’ultima giornata».

Che il campionato finisca o meno, sebbene l’esito potrebbe cambiare di molto gli scenari, quale pensi sarà il futuro di Ranieri alla Sampdoria?

«Partiamo dal presupposto che lui ha un’opzione per un secondo anno. Bisogna vedere quale sarà la volontà del tecnico, se sarà contento di restare a Genova. Da quando è arrivato è rimasto concentrato sulla sua missione, non pensava ad altro che alla partita che doveva giocare. Alla fine però bisognerà fare un bilancio. Poi va capito cosa vorrà fare la Sampdoria. Se la politica societaria è quella di non poter dare all’allenatore tutto quello che desidera, Ranieri è la persona su cui puntare. Non sempre puoi avere un Giampaolo che ti costruisce qualcosa di importante con bravi giocatori e con tanto tempo a disposizione. Se vuoi puntare su una scommessa puoi anche finire come con Di Francesco che a Genova stava retrocedendo. Ranieri è esperto, aggiustatore, carismatico, pronto ad ogni situazione, è la migliore scelta».

Si parla tanto del taglio stipendi ai calciatori. Il presidente Ferrero, come abbiamo letto su Repubblica, non ha pagato gli stipendi di febbraio, portandosi avanti rispetto alle altre società di Serie A (assieme a Preziosi, Cairo e De Laurentiis). Cosa deve pensare un tifoso: strategia o mancanza di liquidità?

«Personalmente credo sia una strategia non pagare febbraio. Il presidente Ferrero è un abile uomo d’affari e, come è giusto che sia, sa portare nella propria direzione la questione. Sono stati sfruttati tempi tecnici, il pagamento a 60 giorni, questo diventerà uno strumento in più al tavolo dell’accordo con i calciatori. Non penso che sia un problema di liquidità. Tutto poi dipenderà dalla ripresa o meno della stagione. È logico che se il campionato dovesse ripartire ed essere portato a termine, i calciatori vorranno veder riconosciuti gli stipendi. Ma se il sipario sulla Serie A non dovesse più alzarsi, con le perdite che sono chiare a tutti per i club, si dovrà per forza trovare un qualche compromesso. La Juventus ha tracciato la strada, Ferrero si è portato avanti. Che deve pensare il tifoso? Ormai il rapporto con la tifoseria è compromesso da tempo. Qualsiasi cosa faccia o non faccia, al tifoso Ferrero è inviso. Quella è una spaccatura senza ritorno. Ma sulla questione stipendi resto dell’idea che sia una strategia».

Passiamo al mercato della Sampdoria, che già aveva arrancato nelle sessioni in cui non si parlava di crisi. Si dice che i prezzi dei giocatori crolleranno. Come pensi si muoverà Ferrero? Sceglierà un mercato prestiti e scambi?

«Non so dirti se realmente le valutazioni dei giocatori crolleranno e i grandi campioni avranno prezzi accessibili. In questo ambito si parlava anche di come avrebbe influito la Brexit sulle quotazioni considerando il limite degli stranieri e l’esigenza di riportare in patria i nazionali. Credo che i grandi campioni avranno sempre cifre iperboliche e un ridimensionamento, se ci sarà, sarà conseguente ad altri fattori e non direttamente correlato all’emergenza Coronavirus. Quello che voglio dire è che si erano toccate vette altissime e che, prima o poi, la parabola discendente sarebbe arrivata. Premesso questo credo che il presidente Ferrero sarà sempre orientato su un trading che gli garantisca la plusvalenza. Il difficile sarà praticarlo. Fino a che hai giocatori come Praet e Andersen puoi pensare di fare plusvalenze, quando ti vengono a mancare sei costretto a ripiegare su scambi e prestiti. Non credo che, se accadrà, sarà una scelta, ma quanto una conseguenza del non poter fare mercato investendo sui giocatori. Uno dei limiti della scorsa estate è pensare che la trattativa per la cessione della Sampdoria abbia influito sul mercato, in realtà è stato Ferrero a cambiare mentalità. Fino alla trattativa aveva avuto coraggio, investiva tanto (vedi l’acquisto di Praet) per poi chiedere tanto al momento della cessione. Dal momento che nella sua testa è arrivata la possibilità di vendere la Sampdoria non ha più investito forte e, alla fine, ha dovuto ripiegare sul mercato italiano. Adesso la tendenza sembra essere tornata quella di una volta, anche il ritorno di Pecini fa pensare questo. Ha comprato Damsgaard, che è giovane e ci ha investito con l’obiettivo di rivenderlo, magari tra un anno. Quando compri un calciatore come Tonelli, senza nulla togliere al valore del ragazzo, non pensi di tirarci fuori la plusvalenza. I nomi di mercato sono altri: Audero, Vieira, Linetty…»