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Euro 2020, Ranieri: «Mancini ha meriti enormi. Felice per Damsgaard»

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Claudio Ranieri, ex tecnico della Sampdoria, commenta la vittoria dell’Italia a Euro 2020: le parole per Mancini e il danese Damsgaard

Claudio Ranieri, ex tecnico della Sampdoria, commenta la vittoria dell’Italia contro l’Inghilterra: le parole per Roberto Mancini e Mikkel Damsgaard.

BRIVIDO – «Che cosa bella, questo trionfo è un delle emozioni calcistiche più intense della mia vita. Grazie azzurri! Anche io che sto nel calcio da una vita ho provato un brivido enorme quando Donnarumma ha parato il quinto rigore e siamo tornati in vetta all’Europa dopo 53 anni. La partita è stata un capolavoro di quello che può fare il nostro calcio. Abbiamo sofferto solo nei primi minuti. Abbiamo incassato quel gol a freddo che ci ha scombussolato e abbiamo faticato a entrare nel gioco. Ma già nel finale del primo tempo avevamo cominciato a giocare, ma dalla ripresa in poi c’è stato un crescendo irresistibile. Abbiamo chiuso l’Inghilterra nella loro metà, l’abbiamo dominata, non le abbiamo consentito di rendersi mai pericolosa. Una prestazione impressionante, condotta con autorità in casa loro, con coraggio e intelligenza. Siamo stati sempre sicuri, non abbiamo perso mai la testa, li abbiamo pressati a tutto campo. Avremmo potuto chiederla anche nei tempi regolamentari, ma bene anche così, il pathos fa parte dello spettacolo. Abbiamo fatto il calcio di Mancini e abbiamo vinto l’europeo. Donnarumma due rigori parati, grande, un gigante, un portiere eccezionale destinato a diventare uno dei più forti al mondo. E’ stato bello anche il rumore del silenzio, ammutolire il pubblico di Wembley. Eravamo soli contro tutti, con un’enorme disparità di tifo e ora vedere i nostri connazionali in festa è una gioia. Questo trionfo farà bene al calcio italiano, a tutto il movimento. Mancini ha aperto un ciclo che ha riscattato l’enorme delusione del 2017. Abbiamo diversi giovani che stanno sul trampolino di lancio. Raspadori è una giovane promessa. Il vento sta girando. Doveva essere coming home e invece football is coming Rome. Mancini ha meriti enormi. Ha creato lui questo spirito, questa visione. C’è tutto lui in questo successi e nella gestione perfetta del match. Ottimi i cambi. E’ stato perfetto. Mancini ha fatto capire all’Europa e al mondo che non siamo catenaccio. Noi siamo molto di più. Siamo anche tattici, ma non solo quello. L’Inghilterra aveva due bus parcheggiati di fronte al portiere. Dopo 53 anni, dal 2-0 sulla Jugoslavia all’Olimpico con i gol di Riva e Anastasi che mi fa piacere ricordare, questa impresa a Wembley. C’è da essere orgogliosi del nostro calcio e del nostro paese. Ha incredibili capacità di riscatto. È stato un torneo vivo, aperto, che ci ha riportato alle atmosfere di un tempo. Ci sono stati alcuni stadi ancora vuoti, ma altri hanno registrato il ritorno verso la normalità. Un primo passo, il mondo ha bisogno di ritrovare la vita».

VALUTAZIONE TECNICA – «Mi è piaciuta la varietà di schemi, di solito una squadra inizia e finisce allo stesso modo. E’ bello quando si stravolgono le cose, quando si cerca di portare fuori rotta l’avversario. Forse è questa la novità del torneo: la capacità di proporre da parte delle squadre un maggior numero di soluzioni di gioco all’interno di una stessa partita. Significa avere più risorse, un bagaglio più completo, il calcio è ricchezza di idee e di copioni differenti. Italia e Inghilterra a parte, molto bene le altre due semifinaliste: Spagna e Danimarca. La Svizzera è stata una sorpresa, Petkovic ha lavorato davvero bene. Una menzione a parte merita l’Ungheria di Marco Rossi. Giocava nel girone più difficile e non ha sfigurato, anzi».

LE DELUSIONI«La Francia in assoluto, poi il Portogallo che era campione uscente, forse anche la Germania, che però ha incontrato l’Inghilterra. La Francia ha pagato il torneo mediocre di Mbappé. Benzema ha fatto in pieno il suo dovere. Il Belgio ha trovato lungo la sua strada un’Italia che ha sorpreso tutti, belgi compresi».

GIOCATORI IN VETRINA«Sono contento per Damsgaard. L’europeo è stato per lui una vetrina importante. È un ragazzo serio e ha saputo gestire bene la pressione,. Alla Sampdoria con me ha fatto 37 apparizioni. Mi sono piaciuti gli spagnoli Olmo e Pedri. E poi Locatelli, che può migliorare. Nella squadra inglese Saka e Sancho, oltre ai soliti Kane e Sterling».

VAR E ARBITRI«Serviva più VAR in alcuni casi, se l’abbiamo introdotta usiamola per azzerare il numero dei casi dubbi o discutibili, ma sostanzialmente è stato un europeo corretto. I giocatori hanno aiutato gli arbitri e questo mi pare incoraggiante. L’Europeo merita comportamenti adeguati da parte di tutti».

FORMULA DEL TORNEO«Non mi è piaciuta la formula itinerante. Ci sono squadre che hanno viaggiato di più, altre di meno. Mi piace che sia concentrato tutto in un unico Paese. Due erano già troppi, figurarsi il format attuale, ma per fortuna pare l’Uefa non sia intenzionata a ripeterlo».