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Ex collaboratore Maresca: «Parma? Ecco perché sarebbe l’ideale per lui»

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Fulvio Fiorin, ex allenatore dell’Ascoli, ha parlato di Enzo Maresca, suo vice in quell’esperienza. Le parole sul suo possibile approdo al Parma

Fulvio Fiorin, ex allenatore dell’Ascoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni su Enzo Maresca, suo vice in quell’esperienza e tecnico accostato alla panchina della Sampdoria negli scorsi giorni. Le parole rilasciate ai microfoni di Parmalive.com su un suo possibile approdo al Parma.

MODULO – «E’ un tecnico che lavora su determinati principi, non è uno che si lega al sistema fisso, anzi. Se andiamo vedere certi allenatori è invece vero il contrario. Maresca, da questo punto di vista, è un allenatore moderno».

CARATTERISTICHE GIOCATORI – «Sicuramente i giocatori devono ragionare secondo un calcio competitivo. Tutti i giocatori oggi sono formati da settori giovanili e possono lavorare con un calcio fondato sul possesso. Per saper interpretare un certo gioco bisogna essere bravi tecnicamente o nella capacità di scelta».

ASCOLI – «L’Ascoli è una squadra che ha avuto una prospettiva ed una continuità diversa rispetto ad un cambiamento su certe situazioni. Sul territorio, forse, le sue idee non hanno avuto tanto appeal. Va detto in ogni caso che Maresca era comunque alla prima esperienza in panchina».

STILE DI GIOCO – «Qualora arrivasse Maresca bisogna aspettarsi un bel gioco, basato sul possesso palla, offensivo e molto aggressivo. Le sue squadre devono giocare un calcio moderno e un allenatore deve avere la capacità e soprattutto la flessibilità di adattarsi a tutto».

MARESCA AL PARMA – «E’ una piazza importantissima, con una squadra importante. Enzo ha passione, tanta volontà e vuole fare l’allenatore a grandi livelli, ha tutte le carte in regola per riuscirci. Penso che sia un ragazzo ambizioso, con tantissima esperienza sia dal punto di vista personale che come allenatore. Parma può essere un buon punto di partenza. Ha tutto per raggiungere risultati importanti».

ESPERIENZE ALL’ESTERO – «Immagino sia stato per un discorso di opportunità. Lui è rimasto molto legato al Siviglia e alla Spagna, era molto conosciuto lì ed è anche riuscito a ritagliarsi questa opportunità. Ma anche in Inghilterra il calcio è sentito ed è importante, è difficile non approfittarne in certi casi e le esperienze che ha avuto in passato lo hanno sicuramente agevolato».