Ferrero investe a Portofino: sospetta truffa da 200mila euro

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Ferrero investe su un’area a Portofino, sospetta truffa da 200mila euro: la ricostruzione

Altri guai per Massimo Ferrero, che oltre alla situazione precaria dei suoi cinema deve far fronte a una truffa in cui è stato coinvolto. L’anno scorso, il presidente della Sampdoria aveva deciso di allargare il suo impero a Portofino, investendo in un’area su cui da anni avrebbe dovuto nascere un resort di lusso.

Ferrero – riporta La Repubblica – aveva firmato un preliminare di acquisto per entrare a far parte della “Immobilare Portofino Srl”, società con sede a Tortona proprietaria del terreno vicino a Piazza della Libertà, che ha in mano il progetto del resort. Il costo complessivo dell’affare per il patron doriano si aggira intorno ai 2 milioni e 400 mila euro, ma l’anticipo è di 200mila euro, spalmati su tre assegni.

I problemi iniziano quando Ferrero viene a scoprire quel il progetto è ben lungi dall’essere portato a termine: della fantomatica costruzione di una struttura ricettiva di lusso se ne parla da almeno dieci anni, ma finora neanche un mattone, e ad aggravare la situazione è il nuovo PUC (Piano Urbanistico Comunale) di Portofino, in approvazione a marzo: dalle carte si scopre come in quell’area sia previsto il passaggio del tunnel che dovrebbe essere edificato per collegare Paraggi alla nota località del Levante ligure.

Nel mirino degli inquirenti sono finite due donne, già dichiaratesi innocenti, che intanto però hanno incassato i primi due assegni, per un totale di 150mila euro: il terzo, non ancora incassato, è stato sequestrato dal pm Daniela Pischetola, che ha poi passato il fascicolo in mano alla Procura di Alessandria. Le due socie si sono presentate in Procura nelle scorse settimane per difendersi, assicurando che, nel contratto preliminare firmato di fronte al notaio a Genova, tutti i rischi relativi alle tempistiche e alle modalità del progetto erano state messe ben in chiaro. Anche dall’architetto incaricato di realizzare il progetto, presente anch’egli al momento della firme: probabile che proprio quest’ultimo, al pari del notaio, venga interrogato dai Carabinieri per cercare di far luce sui fatti. Solo allora si capirà se Ferrero sia stato veramente truffato.